BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. I consiglieri Dem: “Stop alle liste d’attesa: un’alleanza con i cittadini per salvare la sanità pubblica”

La salute è un diritto fondamentale. Non deve essere né un privilegio né una concessione. Le liste d’attesa sono il sintomo più evidente della precarietà della sanità pubblica in Piemonte e proprio da questo intendiamo partire per curare l’intero sistema, perché anche il tempo è salute” lo afferma il Segretario regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, presentando la campagna Stop Liste d’Attesa: una petizione on line, ma anche banchetti nelle piazze e presso i luoghi di cura per dar voce ai cittadini e costruire insieme un’alternativa che passa da proposte precise. “La situazione attuale è inaccettabile e tradisce lo spirito dell’articolo 32 della costituzione, oltre che della legge 833 del 1978 ispirata a valori di universalità, uguaglianza ed equità. Siamo lontanissimi da tutto questo. Una legge, ricordiamolo, voluta da Tina Anselmi, partigiana e prima donna ministro della storia repubblicana.
L’obiettivo del Partito Democratico è quello di mettere la propria rete al servizio dei piemontesi, degli operatori del settore e di tutti coloro che credono nel diritto alla salute, riportando al centro del dibattito la discussione su un tema chiave come quello della sanità. Vogliamo essere interlocutori credibili dentro le istituzioni ma soprattutto fare in modo che la battaglia per una sanità davvero universale sia una battaglia popolare” spiega Rossi. “I cittadini devono poter far sentire la propria voce e le forze politiche devono sentirsi costantemente sotto esame perché proprio sulla sanità si marcano le differenze” prosegue il Segretario Dem.
“La sanità – afferma Rossi – è un tema rivelatore della visione di società di ciascun partito: la destra persegue una società diseguale, dove solo chi ha i mezzi accede ai servizi. Noi, invece, crediamo che i diritti fondamentali debbano essere garantiti a tutti. Dietro l’indebolimento della sanità piemontese e del Sistema Sanitario Nazionale c’è un chiaro disegno che favorisce la crescita del privato. La previsione del Governo di investimento del 6,2% del Pil sulla sanità, unita alla riforma fiscale che costerà fino a 10 miliardi di euro in termini di mancate entrate va nella direzione di ridurre investimenti sulla scuola, il trasporto pubblico e, appunto, la sanità. Un disegno come questo dopo la pandemia da Covid19 è inaccettabile. Gli investimenti in politiche di salute non solo non sono un costo, ma sono presupposto anche di ogni benessere sociale ed economico perciò, con questa petizione facciamo delle proposte concrete ad ogni livello. Serve una manovra a tenaglia che coinvolge Regione e Governo per salvare la sanità pubblica, che deve tornare a essere attrattiva, anche per livello delle retribuzioni e progressi di carriera possibili. Ma per farlo occorre finanziare con almeno il 7% del Pil il Ssn, assumere più personale, programmare in maniera corretta e potenziare la sanità territoriale”.
“In una Regione in cui per una visita bisogna prenotarsi con otto mesi di anticipo evidentemente la salute è un diritto non più fruibile” denuncia Valentina Paris, componente della segreteria regionale del Pd con delega alla salute. “Per questo – prosegue Paris – il Partito Democratico si pone a sostegno dei cittadini e degli operatori sanitari che rivendicano un servizio efficiente per tutti. Con questa mobilitazione impegniamo tutta la comunità democratica a partire dagli eletti accanto alle cittadine e ai cittadini piemontesi”. “Noi non ci arrenderemo mai all’idea che possa esistere una sanità di serie A e una di serie B, che possa curarsi solo chi se lo può permettere” rilancia il Presidente del Gruppo PD in Consiglio Regionale, Raffaele Gallo.
“Lo stiamo denunciando da anni in Consiglio e ogni giorno lavoriamo per contrastare questa visione. Ora è davvero necessaria una mobilitazione che coinvolga tutti, a partire dai cittadini per costruire insieme un’alternativa: un Piemonte diverso” sottolinea il Presidente Dem. “Perché per una visita oculistica a Nichelino si deve attendere fino a marzo 2024? Perché per una eco Doppler alle Molinette fino al prossimo dicembre? E per una colonscopia a Chieri fino a luglio 2025? Sono solo alcune delle segnalazioni che abbiamo ricevuto in questi mesi che ci consentono di misurare la distanza siderale fra gli annunci di Cirio e Icardi e la realtà” denuncia il Vicepresidente del consiglio regionale Daniele Valle.
“Gli stessi medici di base sono in allarme e ci segnalano casi eclatanti: non sono più in grado di garantire cure, di vedere le loro prescrizioni produrre effetti. E vedono molti pazienti aggravarsi o rinunciare alle cure” aggiunge il Consigliere Dem. “Curarsi in Piemonte – sottolinea Valle – sta diventando un lusso riservato ai più ricchi, fra specialità non disponibili e spazi in agenda dall’altra parte del Piemonte. Non è solo incapacità, ma è un disegno preciso di depotenziamento della sanità pubblica in favore del privato. Non solo, il nostro sistema sanitario ha perso altri 1.000 dipendenti nel 2022, ma ci sono oltre 700 assunti a tempo determinato: vuol dire che i medici, gli infermieri ci sono. Manca la volontà di assumere e la capacità di programmare il turnover”.
“Le liste di attesa sono il precipitato di una sanità che non riesce a stare al passo coi tempi: negli ultimi decenni sono aumentate quantità e qualità delle indagini, senza che a questo sia corrisposto un adeguamento del personale necessario a farvi fronte” dichiara il Consigliere Regionale, Mauro Salizzoni. “Pensiamo solo alla lettura e l’interpretazione delle immagini diagnostiche: alcuni laboratori in Italia le hanno esternalizzate” conclude il Consigliere regionale Pd, sottolineando che “in diversi casi vengono inviate in Paesi come l’India dove il lavoro costa meno e le competenze sono altissime, ma siamo già pronti a un’ulteriore evoluzione: l’intelligenza artificiale ormai legge le immagini meglio di un medico esperto, lo fa in una frazione di secondo e individua patologie invisibili ad occhio nudo. L’IA contribuirà a smaltire le liste di attesa? Al contrario, ci darà più possibilità di salvare vite umane con diagnosi precoci ma dovremo avere un sistema sanitario in grado di reagire e provvedere tempestivamente agli interventi”.

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