BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/4. Canalis, Pd: “Non autosufficienza: il buono regionale non è accessibile a chi è solo e senza ‘Spid’ e ‘Cie’…”

_Monica Canalis (Consigliere regionale Pd)
Tra pochi giorni partirà la presentazione delle domande per il Buono “Scelta Sociale”, il nuovo contributo una tantum della Regione Piemonte, finanziato da 91,5 milioni di Fondo Sociale Europeo e rivolto alle persone non autosufficienti e alle persone con disabilità non autosufficienti che sono in casa oppure in struttura senza beneficiare della quota sanitaria della retta.
La Deliberazione della Giunta Regionale n. 1 – 5307 del 5.7.2022 e le successive disposizioni della Giunta regionale prevedono che l’unica modalità per l’accesso al nuovo contributo sia telematica, tramite Spid o Cie, da parte dell’utente, di un familiare o di un tutore/curatore/amministratore di sostegno. Quindi, una donna 88enne con difficoltà ad usare il computer, che ha un marito 90enne in carrozzella a casa (lucido e quindi senza tutore), senza altri familiari, non potrà fare la domanda. Questo perché la Giunta regionale non ha attivato una convenzione con i Caf per fornire consulenza ed assistenza informatica ai potenziali utenti.
Teniamo anche conto che i servizi sociali non possono sostituirsi allo Spid degli utenti, nè tanto meno far acquisire lo Spid e la capacità di usarlo. Lo Spid è uno strumento che agevola le procedure amministrative ed informatiche della Regione, ma esclude i cittadini più soli e meno autonomi sotto il profilo culturale e digitale. I molti beneficiari (e famiglie) che non sono in grado di avere lo Spid o di usarlo o le persone non autosufficienti che non hanno una rete familiare o amicale che possieda uno Spid, cioè proprio i più deboli e soli, rischiano di essere tagliati fuori.
Considerata l’imminente apertura della prima finestra per le domande ed i tempi necessari all’ottenimento dello Spid e della valutazione Uvg, auspichiamo che l’assessore competente Maurizio Marrone, invece di adottare i toni dileggianti e mistificatori presenti nella risposta fornita oggi al mio Question time, si adoperi per coinvolgere i Caf o trovare altre modalità per rendere davvero accessibile a tutti la nuova misura. Le domande potranno essere fatte entro periodi temporali successivi “chiusi”, ossia le prime tra gennaio e marzo 2023, le successive tra aprile e giugno, e così via. Chi non riuscirà a fare la domanda entro il primo periodo perderà tre mesi di contributo.

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