BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE. Zambaia, Preioni e Stecco, Lega: “Emergenza carceri: il governo intervenga perché i nostri istituti”

Una mozione per impegnare il governatore e la giunta a farsi portavoce presso il ministero di Grazia e Giustizia sulle condizioni delle carceri piemontesi, tanto sul fronte delle condizioni di vita dei detenuti quanto su quelle lavorative degli agenti di Polizia Penitenziaria. A presentarla, di concerto con le minoranze, è il consigliere della Lega Salvini Piemonte Sara Zambaia, vicepresidente del Comitato regionale per i Diritti umani e civili, con il capogruppo regionale della Lega Alberto Preioni e il presidente della Quarta commissione Sanità, il leghista Alessandro Stecco. Un atto che dà seguito alle attività di monitoraggio e approfondimento già svolte in questi mesi dall’Ufficio di Presidenza e del Consiglio regionale e che continuerà con un gruppo di lavoro in Quarta commissione dedicato alla Sanità penitenziaria.
“Nonostante la nostra Costituzione, lo Statuto della Regione Piemonte, le regole approvate in sede Onu e un voluminoso dettato legislativo si siano espressi a più riprese sull’obiettivo della rieducazione del detenuto e sulla tutela della sua salute attraverso un trattamento dignitoso, oltre a garantire le funzioni e la sicurezza della Polizia Penitenziaria – è la premessa di Sara Zambaia – la situazione delle nostre carceri continua a destare molta preoccupazione. In un quadro nazionale nel quale si sono verificati 77 suicidi in appena dieci mesi all’interno dei nostri istituti di pena, nella casa circondariale di Torino sono quattro i detenuti che si sono tolti la vita. Una situazione cui va aggiunta l’evidente problematica del sovraffollamento, con un tasso di occupazione delle celle che in media ha raggiunto il 114%, e una sempre più allarmante carenza di agenti di custodia. Un combinato disposto che si ripercuote sia sui detenuti, con situazioni lesive dei loro diritti, della loro salute fisica e psichica e della loro dignità personale, sia sugli operatori di polizia che, adempiendo al proprio ruolo con grande spirito di abnegazione, sono spesso vittime di violente aggressioni”.
“Gli uomini e le donne della nostra Polizia Penitenziaria – aggiungono ancora Sara Zambaia e il capogruppo Alberto Preioni – devono affrontare questo scenario con un organico inadeguato e senza i mezzi e gli strumenti necessari. Proprio in queste ore, alcune delle sigle sindacali piemontesi della Polizia Penitenziaria hanno annunciato lo stato di agitazione contro il moltiplicarsi delle aggressioni, con 35 episodi e 61 agenti feriti solo nel carcere di Torino e per chiedere un aumento degli agenti in servizio. Un intervento necessario che deve andare di pari passo con una revisione del nostro sistema giudiziario, che troppo spesso apre le porte di una cella a degli innocenti mentre tiene in libertà dei colpevoli, e che non può trascurare gli effetti deleteri che una immigrazione incontrollata ha avuto sul sovraffollamento dei nostri istituti. Dagli ultimi dati disponibili, infatti, risulta che un detenuto su tre è straniero, con una popolazione di oltre 17mila reclusi in Italia, con punte di oltre il 50% in certe realtà. Soggetti che dovrebbero scontare le loro pene nei propri Paesi di origine e che invece dobbiamo ospitare a spese nostre a causa delle politiche di buonismo e di miope accoglienza portate avanti per anni dal centrosinistra”.
“Negli scorsi mesi – sottolineano quindi Sara Zambaia e il presidente Alessandro Stecco – abbiamo svolto come commissione Sanità una serie di sopralluoghi negli istituti di Torino, Novara, Ivrea e Vercelli, osservando le stesse criticità denunciate dai sindacati di polizia e dagli organi di stampa. Per queste ragioni, sollecitiamo il governatore e la giunta a chiedere al Ministero di assumere scelte strutturali contro il sovraffollamento, così che le carceri possano tornare a essere luoghi di rieducazione per i condannati e di lavoro in sicurezza per il personale di custodia. Allo stesso modo, chiediamo di mantenere alta l’attenzione anche sul fronte sanitario, con il gruppo di lavoro che istituiremo in Quarta commissione”.

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