BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/1. Canalis, Pd: “Bocciata la proposta per rendere obbligatoria, la spesa sanitaria per chi non è autosufficiente”

_Monica Canalis (consigliere regionale Pd)
Oggi la Giunta Cirio e la maggioranza consiliare di centro destra hanno respinto l’Ordine del Giorno a mia prima firma che mirava a finanziare l’esaurimento delle liste d’attesa per progetti residenziali rivolti alle persone non autosufficienti e a rendere obbligatoria nel bilancio regionale la spesa sanitaria per inserimenti in convenzione in Rsa.
Chiedevo sostanzialmente che fosse posto un vincolo sulla spesa sanitaria annuale di 268 milioni di euro per inserimenti in convenzione nelle Rsa piemontesi, creando un apposito capitolo di bilancio e includendo questo capitolo tra quelli contemplati dall’art 3, comma 1g, della Legge regionale n. 6 del 29 aprile 2022 (Bilancio di previsione finanziario 2022-2024), riguardante l’elenco dei capitoli delle spese obbligatorie. Il mio obiettivo era garantire le cure a coloro che hanno ricevuto una certificazione di non autosufficienza, ma sono escluse dal ricovero in Rsa.
In Piemonte le persone non autosufficienti in lista attesa per progetti residenziali definitivi e temporanei al 31/10/2021 (Fonte Far-Siad Rp) erano 4.848 (di cui 493 per progetti residenziali temporanei). La Giunta Cirio ha risposto ‘no’: no a vincolare i 268 milioni di euro annui per le convenzioni sanitarie in Rsa (negli ultimi anni la Giunta ha speso molto meno, 238 milioni di euro nel 2020) e no a rendere obbligatoria e non modificabile questa spesa.
Temo che a molti stia sfuggendo che la Giunta Cirio di fatto sta spostando la competenza delle Rsa verso l’ambito sociale, diminuendo la responsabilità in capo alla sanità. Da un lato riduce di anno in anno la spesa sanitaria per i posti letto convenzionati in Rsa e dall’altro utilizza i fondi europei del Fse per istituire dei voucher che vadano a coprire la quota alberghiera sociale. Sappiamo tutti che ad oggi le Asl non spendono tutto quello che hanno per le convenzioni nelle Rsa e usano il fondo convenzioni un po’ come un salvadanaio per far fronte alle spese impreviste, lasciando in lista d’attesa per un progetto residenziale quasi 5.000 anziani non autosufficienti e lasciando vuoto il 19% dei posti letto accreditati in Rsa.
Una cinica forma di risparmio, consumata sulla sofferenza delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. Non possiamo distogliere l’Fse da altre importanti destinazioni di spesa, solo per coprire la cattiva gestione dei fondi sanitari da parte delle Asl piemontesi! Prima dobbiamo alzare la spesa sanitaria per le Rsa e poi valutare il ricorso al Fondo Sociale Europeo.
L’Assessore Icardi riconosca finalmente che le Rsa sono una competenza della sanità, oltre che del sociale, e non cerchi surrettiziamente e con la collaborazione dell’assessore Marrone di deresponsabilizzare la sanità! Le Rsa piemontesi ospitano oggi quasi esclusivamente persone non autosufficienti, molto malate, che necessitano di una strettissima integrazione socio sanitaria e non di un disimpegno della sanità. Diciamo ‘no’ ad un arretramento finanziario della sanità sulle politiche per gli anziani piemontesi! La bocciatura dell’introduzione dell’obbligatorietà per la spesa sanitaria in Rsa è un grave atto politico.

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