BI24_2010/2020_DALLA PROVINCIA. Il presidente Ramella Pralungo: “Ponte della tangenziale: Anas dialoghi con noi. E niente Guado”

I progetti dell’Anas, ente competente sulla struttura, da alcuni giorni incombono sul ponte della tangenziale e, ovviamente, sulla viabilità quotidiana di migliaia di biellesi. Anas, ha infatti deciso di effettuare lavori di manutenzione decisamente invasivi al ponte e lo ha ufficializzato senza pensare troppo alle reazioni dei politici e della popolazione: in pratica, la direttrice più importante della nostra Provincia, potrebbe restare chiuso al traffico fino a sei mesi, creando difficoltà non da poco a chi deve viaggiare da un punto all’altro del Biellese.
“I lavori di cui stiamo parlando – spiega il presidente della Provincia Emanuele Ramella Pralungo – riguardano l’impalcato superiore e non le pile del ponte. Sono lavori ‘di superficie’, con i quali verranno rifatti i giunti e fatti dei carotaggi per drenare e canalizzare le acque, in modo che queste non precipitino piu in modo incontrollato ma che vengano canalizzate, evitanto che creino l’erosione alla struttura muraria del ponte. Sono, quindi, lavori che possono essere realizzati a ponte aperto ma certamente, esiste l’ingombro del cantiere che va gestito”.
Un… fantasma, insomma, si aggira sul ponte più utilizzato dai biellesi. Un fantasma fatto di code, clacson che suonano, traffico congestionato tra la zona sud del capoluogo, l’area tra Chiavazza e Vigliano e la tangenziale in direzione da e per Cossato… In poche parole, un disastro. Un disastro, di fronte a cui l’Anas non ha ancora deciso di essere chiara e diretta, spiegando ad Enti e cittadini quello che ha intenzione di fare.
“Abbiamo chiesto – prosegue Ramella Pralungo – un tavolo per discutere come andrà gestito l’intervento: sicuramente non come è stato gestito in questi giorni… Le alternative ci sono, come ad esempio quella di restringere le carreggiate e vietare il ponte ai mezzi pesanti, oppure chiudere il ponte in orario serale e notturno e lavorare in quelle ore. Certamente, così il cantiere costerà di più ma non è pensabile che per risparmiare, si inchiodi una città per mesi”.
Molti biellesi, in questi giorni, di fronte a questa emergenza così inaspettata, sono ritornati con la mente a quei giorni drammastici, in cui il ponte della tangenziale venne giù, fortunatamente senza porta nessuno con sè… E quel pensiero, quel tarlo, ha fatto ripensare al guado di quei tempi, con cui venne sostituito il ponte, in attesa dei lavori per il suo ripristino. Quanti biellesi si ricordano del “salitone” che si doveva fare, per andare da Vigliano o Cossato a Biella?
“Venendo al vecchio guado – spiega quindi il Presidente della Provincia – va detto una volta per tutte che non esiste più di fatto. Quella struttura e chiusa da oltre vent’anni e cio ha fatto sì che, persino nella lingua di asfalto, siano cresciute le piante. In più, i tubi su cui si fondava, sono stati chiaramente rimossi. Quindi la soluzione guado non è di per sé impossibile, ma vorrebbe dire ricostruirlo completamente. Se calcoliamo che costò nel 1994 un miliardo di lire…”.
Ci vuole poco, quindi, a capire che l’Anas, a parte essere meno… ermetica, debba concedere ai biellesi la possibilità di transitare per la provincia senza andare fuori di testa. “Chiedo a gran voce ad Anas – conclude Emanuele Ramella Pralungo – di venire ad un tavolo di lavoro e di ragionare insieme, su soluzioni alla fine anche meno costose e più facilmente praticabili, tipo effettuare le lavorazioni in orari serali e notturni come accade normalmente nelle autostrade”.

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