BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La nuova dottrina strategica americana mantiene la ‘ambiguità nucleare’…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Mentre i leader anglo-americani continuano ad accusare Putin di voler usare armi nucleari contro l’Ucraina, gli Stati Uniti stanno cambiando la loro posizione strategica per prepararsi a combattere una guerra nucleare. La pubblicazione da parte del Dipartimento della Difesa, il 27 ottobre, del documento sulla Strategia di Difesa Nazionale (Nds) 2022 indica l’intenzione di impegnarsi in una guerra permanente. Il documento è incentrato sull’idea di un “deterrente integrato”, che viene descritto come “funzionante senza soluzione di continuità attraverso i settori di combattimento, i teatri, la gamma del conflitto, tutti gli strumenti del potere nazionale statunitense e le nostre reti di alleanze e partnership”. A tal fine, il Segretario alla Difesa Austin scrive nell’introduzione che per la prima volta la Nuclear Posture Review (Npr) e la Missile Defense Review sono incluse nella Nds “in modo integrato, garantendo uno stretto collegamento tra la strategia e le risorse”.
Austin afferma inoltre che ciò consentirà agli Stati Uniti di “sostenere e rafforzare la deterrenza”, rivolta principalmente alla Cina, che definisce la “sfida incombente” per gli Stati Uniti, e alla Russia, per il suo “comportamento sconsiderato” e “irresponsabile” in Ucraina. L’inclusione dell’Npr è di particolare rilievo, in quanto costituisce un cambiamento nella politica degli Stati Uniti riguardo al primo uso delle armi nucleari. Secondo l’esperto di disarmo nucleare Scott Ritter, il linguaggio del rapporto è deliberatamente ambiguo su quando gli Stati Uniti potrebbero usare le armi nucleari, prevedendo la possibilità che Washington possa lanciare un attacco nucleare preventivo in risposta persino ad un incidente non nucleare – abbassando così in modo significativo la soglia per la guerra nucleare.
Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, ha descritto questo specifico cambiamento nella politica statunitense, iniziato sotto l’amministrazione di George W. Bush, ma reso più esplicito in questo rapporto, come indice di follia, in quanto conferma l’intenzione di impegnarsi in una guerra permanente in difesa del pericolante ordine unipolare, arrivando perfino all’uso delle armi nucleari. Lo stesso giorno in cui è stata resa pubblica la nuova Nds, è stato pubblicato un articolo su Foreign Affairs, la rivista del Council on Foreign Relations, dal titolo significativo “L’America potrebbe vincere una nuova guerra mondiale? Che cosa occorrerebbe per sconfiggere Cina e Russia. L’autore, Thomas Mahnken, sollecita un massiccio riarmo per consentire agli Stati Uniti di condurre una guerra simultanea contro Pechino nel Pacifico e contro Mosca nell’Europa orientale.
Poi, il 3 novembre, l’ammiraglio Charles Richard, capo del Comando strategico statunitense, ha lanciato un agghiacciante grido di guerra, sostenendo che gli Stati Uniti devono intraprendere una grande mobilitazione, paragonabile a quella compiuta per sbarcare sulla Luna nel 1969 (!), al fine di produrre nuove capacità di guerra nucleare per affrontare la Cina. Definendo l’attuale guerra in Ucraina “solo un riscaldamento”, ha detto: “La grande guerra sta arrivando. E non passerà molto tempo prima che saremo messi alla prova in modi in cui non lo siamo stati [da] molto tempo. Dobbiamo cambiare rapidamente e radicalmente il modo in cui trattiamo la difesa di questa nazione”.

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