BI24_2010/2020_DAL CIRCONDARIO/2. Candelo: lunedì, la presentazione del nuovo belvedere del Ricetto, curato da “Cittadellarte”

Un’occasione di condivisione e confronto, nell’ottica di illustrare nel dettaglio l’avanzamento del progetto del nuovo Belvedere del Ricetto di Candelo, che sarà illustrato nel dettaglio e aperto alla cittadinanza. L’appuntamento, in programma lunedì 14 novembre alla Sala Affreschi – Centro Culturale Le Rosmarine di via Matteotti 48, racconterà tutte le fasi che hanno portato all’ideazione e alla progetto preliminare del nuovo affaccio dell’area situata nella parte nord del Ricetto, di cui Cittadellarte si sta occupando su commissione del Comune di Candelo. L’obiettivo della presentazione è restituire ai cittadini l’impegno che hanno messo gli stessi Candelesi per collaborare alla definizione della forma del nuovo Belvedere, offrendo la loro esperienza e sensibilità rispetto ad un luogo che vivono tutti i giorni. L’evento è aperto al pubblico che potrà, nella seconda parte, intervenire liberamente con i relatori per chiarire dubbi oporre domande relative al progetto.
L’ex ballatoio del Belvedere, inaugurato nel 2004, è stato un punto panoramico per i visitatori, sono ancora presenti le nicchie che storicamente ospitavano le travi sulle quali poggiava il cammino di ronda. Il cammino di ronda presentato 18 anni fa è però da tempo stato dismesso per questioni di sicurezza dovute al degradamento del materiale. Quindi, nell’ottica di avere un nuovo affaccio, il Comune ha incaricato la Fondazione Pistoletto di occuparsi degli interventi dell’area: Cittadellarte ha curato un processo creativo e progettuale che ha coinvolto i cittadini e le realtà associative pubbliche e private di Candelo per far emergere le reali necessità degli abitanti relative a quello spiazzo; il Comune ha accolto fin dagli arbori la proposta, riconoscendone la validità sociale.
Cittadellarte, attraverso il project manager del progetto Biella Città Arcipelago Demopratico, si è occupato di coinvolgere attivamente i Candelesi, intervistando 48 persone rappresentanti o referenti di organizzazioni locali. Nello specifico, ha svolto un’indagine di co-progettazione che consentisse di scoprire il parere delle persone coinvolte sui seguenti aspetti: cosa avrebbero voluto fare dell’area e cosa ne pensano della sostenibilità e del turismo come chiavi di sviluppo del territorio. I confronti seguiti sono stati utili a comprendere le necessità e le volontà dei Candelesi. È risultato significativo, a questo proposito, constatare come la bozza di progetto iniziale – che serviva solo a innescare un confronto con le persone interpellate – fosse stata completamente modificata in seguito all’indagine.
L’intervento quindi sarà rispettoso dei materiali e delle tecniche costruttive che hanno portato a erigere il forte medievale, e anche nella forma non risulterà invasivo. Gli aspetti che più la distanziano dal ballatoio precedente sono: una maggiore superficie calpestabile, che permetta a classi e gruppi di turisti più numerosi di accedervi contemporaneamente; la presenza di sedute protette dal sole dalla piattaforma stessa; un balcone a sbalzo fuori dalla merlatura che consenta anche ai bambini di osservare agevolmente il panorama e dia indicazioni su cosa si scorge all’orizzonte.
“Siamo giunti alla fine della progettazione condivisa per la nuova opera di Cittadellarte nel Ricetto di Candelo – spiega il sindaco Gelone – ed i risultati sapranno ulteriormente dimostrare come, nei fatti, si sia trattato di un vero percorso di ascolto e di partecipazione, esempio concreto di co-progettazione insieme alla comunità. Un cammino non scontato e neppure semplice, ma che abbiamo intrapreso con convinzione perché tutti potessero prendere parte a questo intervento, che sono certo renderà Candelo ed il nostro borgo medievale ancor più speciali. Invito tutti ad essere presenti per scoprire insieme un altro pezzo del mosaico che comporrà il futuro del nostro territorio”.
“Il Ricetto di Candelo – gli fa eco Paolo Naldini, direttore della Fondazione Pistoletto – contiene nel suo Dna cromosomi oggi cruciali per affrontare le sfide che il ventunesimo secolo ci ha portato: condivisione, impegno diretto dei cittadini alla vita politica attraverso la governance delle loro stesse pratiche, il senso di una comunità che “elimina le distanze ma non le differenze”, la consapevolezza di dover trovare un equilibrio tra l’autonomia e il rapporto con il resto del mondo globale e locale, pubblico e provato, economico e culturale. Queste coppie di cromosomi costituiscono il dna di un progetto che abbiamo riattivato con l’invito a pensare un intervento che per noi è stato un processo di cocreazione, proprio nello spirito che questo straordinario monumento continua a rappresentare”.

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