BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Stecco, Lega: “Appello al Consiglio regionale: dobbiamo essere cassa di risonanza per le donne iraniane”

Mentre scrivevo questo ordine del giorno di vicinanza alle donne iraniane e di condanna ad ogni forma di violenza – ha detto rivolgendosi all’aula il leghista Alessandro Stecco, medico e docente universitario che presiede la commissione Sanità – pensavo che sicuramente abbiamo voci, che trovano in questo luogo una cassa di risonanza, che dobbiamo usare, perché non c’è niente di peggio dell’indifferenza.
“Le dobbiamo usare non solo per Mahsa Amini, ragazza curda di 22 anni arrestata per non avere indossato correttamente il hijab e poi morta, che con il suo sacrificio ha portato sulle pagine dei giornali di tutto il mondo la violenza subìta dalle donne iraniane. Dobbiamo usare le nostre voci per tutte le donne iraniane che dal l’8 marzo 1979 iniziarono a manifestare per le strade di Teheran e delle principali città, a seguito di voci secondo le quali sarebbe stata introdotta l’obbligatorietà del velo in tutti i luoghi pubblici. Le dobbiamo far sentire all’unisono anche per Alessia Piperno, nostra connazionale detenuta in Iran, unendoci allo sforzo del nuovo Governo che si sta già occupando della trattativa per la sua liberazione.
“Il mondo vive una evoluzione sociale e umana anche nei diritti – ha il presidente Stecco, primo firmatario dell’ordine del giorno – che le autorità iraniane vietano. Ho chiesto all’aula, trovando condivisione, di essere, come Consiglio regionale, la risposta piemontese al tentativo di isolamento dalla Rete globale da parte dell’Iran per togliere voce a un popolo che chiede libertà e diritti. Sono contento di aver trovato massima sintonia con tutti i colleghi di maggioranza e opposizione affinché si faccia il possibile e anche l’impossibile perché ogni iraniana possa essere libera come le nostre compagne, madri, figlie, amiche e colleghe”.

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