BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Finalmente, alcuni democratici esortano Biden a tentare la diplomazia”

_Sandro Delmastro delle Vedove
La mobilitazione contro la minaccia di guerra nucleare, guidata negli Stati Uniti dall’Organizzazione LaRouche e dallo Schiller Institute, ha costretto gli eletti di entrambi i partiti, in vista delle elezioni dell’8 novembre, a chiarire le proprie posizioni. In particolare, nello Stato di New York, diversi membri del Congresso appartenenti al Gruppo Progressista (Progressive Caucus) del Partito Democratico sono stati contestati nei comizi dagli attivisti della campagna di Diane Sare per il Senato. L’intervento ad una manifestazione di Alexandria Ocasio-Cortez ha prodotto un profondo shock, grazie all’ampia copertura mediatica ricevuta.
Di conseguenza, 30 membri del Progressive Caucus hanno firmato una lettera al Presidente Biden, datata 24 ottobre, in cui lo si invita, per la prima volta, a “compiere vigorosi sforzi diplomatici a sostegno di una soluzione negoziata e di un cessate il fuoco [in Ucraina], a impegnarsi in colloqui diretti con la Russia e… in coordinamento con i nostri partner ucraini, a cercare una rapida fine del conflitto e a ribadire che questo obiettivo è la principale priorità dell’America”. Sebbene la lettera adotti la narrazione di Washington contro Mosca e a sostegno del regime di Kiev, essa rappresenta comunque una significativa rottura con la politica dell’Amministrazione Biden e della Nato di “schiacciare completamente” la Russia.
Anche da parte repubblicana si assiste ad alcuni “rompete le righe”. Il leader dei Repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, ha dichiarato il 18 ottobre che, se il suo partito dovesse conquistare la maggioranza a novembre, egli non continuerebbe a firmare un “assegno in bianco” all’Ucraina. Altri suoi colleghi si sono rifiutati di votare per ulteriori miliardi di aiuti e armi, quando i soldi potrebbero andare a tanti americani che ne hanno bisogno. La loro opposizione non è dovuta esattamente ad un genuino desiderio di risolvere il conflitto, ma ha scatenato onde d’urto nel partito e in tutta Washington.

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