BI24_2010/2020_DAL CAPOLUOGO/2. Ercoli, Lega: “Approvata la mozione per la promozione e la valorizzazione della lingua e della cultura Piemontese”

_Alessio Ercoli (Consigliere Lega Biella)
È stato un grande onore dichiarare il voto favorevole del gruppo consiliare della Lega alla mozione – a mia prima firma – per la promozione e la valorizzazione della lingua e della cultura Piemontese. La sua approvazione rappresenta un momento importante, che riprende il lavoro di grandi personalità biellesi del passato e intende riscoprirlo, portarlo avanti nel futuro, realizzarlo.
Durante la stesura del testo, c’è stato un confronto con il collega Dino Gentile, anche perché a suo tempo aveva promosso progetti scolastici di lingua e cultura piemontese in alcune scuole primarie e medie locali. Ringrazio lui e il suo gruppo per il voto favorevole, assieme a Forza Italia, ma anche il Partito Democratico che, nonostante due astensioni e un voto a favore, ha garantito la presenza in aula durante l’assenza di vari consiglieri di altri gruppi. Certamente avrei preferito massima condivisione su un tema che dovrebbe unire tutti e che avrebbe meritato voto unanime, perché si tratta di riconoscere finalmente pari dignità della lingua Piemontese rispetto alle altre lingue minoritarie.
Biella potrebbe essere la prima città del Piemonte a promuovere istituzionalmente dei momenti di formazione e di valorizzazione della lingua piemontese, della cultura e delle tradizioni locali, che rappresentano una identità da tutelare e tramandare alle giovani generazioni, penso in primis nelle scuole e attraverso corsi, convegni e altri momenti culturali. La nostra città è stata culla di grandi studiosi delle identità culturali. Tra di loro vorrei ricordare Gilberto Oneto, nato a Biella e mancato 7 anni fa (il 20 novembre 2015). Ha contribuito in modo determinante alla riscoperta di una cultura che non dobbiamo dimenticare, né lasciare che venga dimenticata, perché è la nostra cultura, la cultura di chi vive in Piemonte e si sente Piemontese!
Proprio nel Biellese, più precisamente a Graglia, nel 1968 ebbe origine la Festa del Piemonte! La prima edizione si svolse al Santuario di Graglia, con la messa in piemontese celebrata da don Michele Fusero. Uno dei fautori, il grande Jaco Calleri, spiega che l’idea nacque perché “il popolo piemontese, che mai fu italofono se non in una fase avanzata posteriore all’unità d’Italia, ma era padrone di una lingua autoctona sua precipua caratteristica, ben distinta dall’italiano e dal francese, ora riconosciuta dal Consiglio d’Europa tra quelle minoritarie, aveva buon diritto ad una Festa regionale”.
Ma anche la bandiera del Piemonte è stata riscoperta e riproposta a Graglia! Con la riadozione della antica insegna piemontese, auspicando l’avvento delle autonomie regionali sancite dalla Costituzione e (ancora oggi!) non attuate. Dal Biellese, il Drapò ha poi sventolato sugli edifici di tutta la Regione. Biella, quale capoluogo della provincia, ha il dovere di conservare, tramandare e sviluppare questa eccezionale eredità per far sì che possiamo consegnarla alle future generazioni preservandola dalla caduta nell’oblio dell’omogeneizzazione, dell’alienazione e della globalizzazione.
Il 19 luglio, ho esposto con orgoglio un Drapò, la bandiera del nostro Piemonte, sul terrazzo di Palazzo Oropa, assieme a uno striscione che celebrava la Festa del Piemont, anticipando in un certo senso quanto previsto dalla legge regionale 15/2022, con la quale il Consiglio regionale del Piemonte ha finalmente istituito la “Festa del Piemonte” che ricorre il 19 luglio di ogni anno, anniversario della battaglia dell’Assietta, da cui ha forse avuto origine il Piemonte moderno e con la cui celebrazione si tramandano le nostre radici e la nostra identità. Questa mozione è la sua continuità e la sua calata sul territorio.
Non è stato un gesto comune, né banale: nel 1989 il Calleri si chiedeva “perchè la bandiera regionale del Piemonte, ufficialmente riconosciuta, non venga mai esposta sui pubblici edifici in occasione di determinate ricorrenze festive” e sosteneva che “si abbia un certo timore, un senso di ritegno ad esporre questa bandiera”. Ecco, quella bandiera rimarrà in Comune per poter essere esposta ogni anno in occasione di una data tanto importante per la nostra Regione.
Abbiamo finalmente reso onore alle battaglie di Tavo Burat, Jaco Calleri e Gilberto Oneto. Abbiamo dimostrato di non avere timore di esporre il nostro Drapò. Abbiamo dimostrato di non avere il timore di istituzionalizzare questa iniziativa! Ed è stata una grande emozione, che rappresenta solo l’inizio di una iniziativa che ha le radici nel passato e lo sguardo nel futuro.

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