BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Canalis, Pd: “Case popolari e povertà abitativa: è allarme sfratti. Si sospenda la rivalutazione dei canoni”

Temo un autunno caldo per la povertà abitativa. La Giunta regionale del Piemonte ha ripartito i 25 milioni di euro stanziati dal Governo per sostenere l’affitto degli inquilini con contratti di locazione privata. Era un atto dovuto, ma non ha aggiunto risorse proprie”, dichiara la consigliera regionale Monica Canalis. “Anche quest’anno la Giunta Cirio non ha stanziato risorse proprie in aggiunta a quelle del Governo, a differenza di altre Regioni che, nonostante il finanziamento nazionale sia più alto per il 2022 (per il Piemonte 4 milioni in più), sono consapevoli che non sarà sufficiente a far fronte alle richieste degli inquilini già in grande difficoltà per gli aumenti dell’energia e dell’inflazione.
Gli sfratti per morosità incolpevole continuano a essere eseguiti e i Comuni non sanno come affrontare questa emergenza, che rischia di esplodere all’arrivo del primo freddo. Gli ultimi bandi non hanno risposto a tutte le richieste presentate e quindi in Piemonte molti inquilini non hanno ricevuto alcun ristoro. Aiutare economicamente le famiglie a rimanere nell’alloggio in cui vivono è un atto decisivo di prevenzione della povertà.
Anche sul fronte dell’edilizia agevolata, sollecito la Regione a soprassedere in merito alla rivalutazione dei canoni, alla luce delle profonde difficoltà che i soci delle cooperative a proprietà indivisa stanno attraversando. Sarebbe inoltre auspicabile che la Giunta regionale prendesse in considerazione la possibilità di allargare la fascia di reddito per i morosi incolpevoli delle case popolari, cambiando finalmente le regole del fondo sociale. Un altro provvedimento atteso è la riorganizzazione delle Atc piemontesi per ottenere una più efficiente gestione dei resoconti delle spese condominiali e del riscaldamento, (oggi fatti con un ritardo di 2 o 3 anni), che creano enormi problemi di pagamento per gli inquilini assegnatari.
La Giunta regionale non ha neppure avanzato proposte innovative come un “fondo bollette” o come l’istituzione di un fondo rotativo per temporanee difficoltà, per dare risposte flessibili e tempestive agli inquilini e contemporaneamente dare garanzie ai proprietari. La salvasfratti ha dato risultati importanti e significativi: si tratta ora di innovare con soluzioni che anticipino le emergenze. La casa è un bene primario, come il cibo e il lavoro. Occorre evitare che l’autunno diventi un autunno caldo per chi rischia di perdere la casa, ma dalla Regione non si vedono ancora risposte concrete.

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