BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Bisogna immediatamente uscire dal Vecchio Ordine Mondiale”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Gli avvenimenti della scorsa settimana confermano l’emergere di un nuovo ordine economico e di una crescente rivolta contro “l’ordine basato sulle regole” dettate dall’Occidente. Nel Sud Globale aumenta il rifiuto a farsi trascinare nello scontro geopolitico con Russia e Cina e prende forma un movimento non-allineato che chiede la fine della forma moderna di colonialismo, quella del sottosviluppo e dell’apartheid tecnologico sotto pretesti vari. Il Presidente cinese ha dichiarato il 16 ottobre che “il mondo è nuovamente giunto ad un bivio storico”. Pochi giorni prima, si è tenuto ad Astana, nel Kazakistan, il vertice della Conferenza sull’Interazione e le Misure di Confidence-Building in Asia (Cica), di cui fanno parte Cina, India, Russia e altri ventitré paesi dell’Asia e del Sud-Ovest asiatico.
Il Presidente russo ha colto l’occasione per dichiarare che “il mondo sta diventando veramente multipolare e l’Asia, dove crescono nuovi centri di potere, sta svolgendo un ruolo importante, se non quello chiave”. I paesi asiatici “sono il volano della crescita economica globale”, ha aggiunto, esprimendo concetti condivisi da molti dei capi di stato e di governo presenti. Come in altri recenti appuntamenti di “format” simile, si è discusso molto di come superare l’attuale sistema finanziario e incrementare l’uso di valute nazionali negli scambi bilaterali. Persino alleati di vecchia data di Washington e Londra, come l’Arabia Saudita e la Turchia, stanno staccandosi. Riad ha sfidato l’ira di Washington riducendo la produzione di petrolio, mentre il presidente turco Erdogan si sta adoperando per cercare una fine negoziata al conflitto in Ucraina e ha recentemente ordinato sistemi di difesa antimissile dalla Russia.
Lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha ammesso che il sistema dominante non è riuscito ad alleviare la povertà e promuovere lo sviluppo pacifico. Nell’ultimo Global Financial Stability Report, pubblicato l’11 ottobre, è stato categorico: “Il peggio deve ancora venire e per molti il 2023 porterà una recessione” a causa di un “ambiente di stabilità finanziaria insolitamente difficile”. “L’anno prossimo sarà doloroso”, ha detto l’economista capo del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, alla Cnbc l’11 ottobre. “Ci saranno parecchio rallentamento e sofferenza economica”. Il collega della Banca Mondiale Axel vanTrotsenburg è d’accordo: “La povertà estrema aumenta nuovamente”, ha detto, e “il 47 per cento della popolazione” ne è affetto. Perciò è molto chiaro che soffrirà”.

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