BI24_2010/2020_DALL’OSPEDALE. Donazione di 200mila euro, per aggiornare il fondamentale strumento delle risonanze magnetiche

Si tratta di una donazione importante in termini di valore economico, di livello di innovazione tecnologica e conseguentemente per le ricadute sulla qualità diagnostica delle prestazioni che sarà possibile eseguire a beneficio dei pazienti. Fondazione Famiglia Caraccio e Amici dell’Ospedale di Biella hanno condiviso e portato a termine un progetto strategico finalizzato a sostenere il livello di innovazione tecnologica del Presidio biellese. L’aggiornamento realizzato nei giorni scorsi interessa una delle più importanti “grandi apparecchiature” di cui l’Ospedale è dotato: la Risonanza Magnetica, di cui tutti i cittadini conoscono il vasto campo di applicazione per numerose patologie, quali ad esempio quelle oncologiche, neurologiche, vascolari e ortopediche.
A quasi 8 anni dall’apertura del nuovo Ospedale è emersa la fondamentale importanza di sostenere il livello di innovazione delle apparecchiature, in gran parte donate in tempo utile per il trasferimento nella nuova struttura da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. L’attuale dimensione del patrimonio tecnologico dell’Azienda Sanitaria di Biella è di circa 30 milioni di euro. Tale dimensione va aggiornata secondo una programmazione di avvicendamento di circa 10 anni, che corrisponde al tempo di vita di un’apparecchiatura sanitaria; in particolare macchine ad altissima tecnologia, quali quelle afferenti all’ambito radiologico e radioterapico (risonanze magnetiche, Tac, acceleratori lineari) hanno un tasso di obsolescenza anche maggiore.
Per queste ultime, è possibile estendere le tempistiche di utilizzo effettuando periodicamente importanti aggiornamenti del sistema, sia hardware che software, accedendo così a una seconda parte della vita utile dell’apparecchiatura, che riacquista le performance allo stato dell’arte diagnostico terapeutico. Ed è l’operazione che hanno messo a segno insieme l’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella e la Fondazione Caraccio per il Tomografo a Risonanza Magnetica Philips Ingenia, installato presso la Struttura Complessa Radiologia dell’Asl Biella, dove il ruolo di Responsabile Attività di Risonanza Magnetica è ricoperto da Valeria Malfitana.
Questa apparecchiatura donata da Fcrb nel 2014 era il modello di punta nella sua classe. Dopo 8 anni di utilizzo l’hardware e il software di questa macchina, pur consentendo prestazioni adeguate, oggi presenta tempi di esecuzione più lunghi e una risoluzione dell’immagine minore, rispetto a quelle attualmente in commercio. L’aggiornamento condotto dai tecnici del produttore (che in questi anni hanno gestito la regolare attività manutentiva) ha permesso di riportare la capacità diagnostica e la velocità di esecuzione dell’esame ai più elevati standard delle apparecchiatura disponibili sul mercato con un investimento molto importante, di oltre 200.000 euro, ma pari a circa un quarto del valore di un’apparecchiatura nuova.
Quali principali vantaggi: aumento della velocità di acquisizione e ricostruzione dei dati, con un generale miglioramento della qualità dell’immagine per una diagnosi più sicura e dettagliata; riduzione del tempo totale dell’esame, grazie a una minore durata di scansione; la possibilità di esaminare meglio i pazienti che hanno difficoltà a trattenere il respiro. “La manutenzione accurata, l’uso accorto della strumentazione e la rivalorizzazione delle tecnologie disponibili consentono di prolungare nel tempo il valore degli investimenti. L’ottimizzazione della spesa sanitaria è e sarà sempre di più di importanza strategia per un’Azienda Sanitaria, in quanto fattore chiave per mantenere la sostenibilità del sistema – spiega il Responsabile dell’Ingegneria Clinica dell’Asl Biella, Alberto Petti – e rendere disponibili spazi di investimento utili a perseguire nuovi obiettivi di innovazione, nonché l’introduzione delle metodiche più avanzate e di eccellenza”.
“Si tratta di una donazione di grande valore perché ci consente di mantenere allo stato dell’arte un apparecchio che, quando venne installato, rappresentava già una delle migliori scelte possibili – conferma Stefano Debernardi, Direttore della Struttura Complessa di Radiologia Asl Biella – Le innovazioni apportate si traducono non soltanto in un generale miglioramento della qualità delle immagini, ma anche nel fatto che spesso sarà possibile ottenere immagini diagnostiche anche in pazienti poco collaboranti, come gli anziani, i bambini e quelli con difficoltà a trattenere il respiro”.
“Ringrazio a nome di tutta l’Azienda Sanitaria i Presidenti Leo Galligani e Pier Giacomo Borsetti – dichiara il Direttore Generale dell’Asl Biella, Mario Sanò – per la dedizione e la cura con le quali hanno definito e reso possibile questo progetto, che rappresenta un momento di svolta nel processo di rinnovamento dell’Ospedale, che è e rimane non solo il primo punto di riferimento per i cittadini biellesi, ma anche una reale leva di sviluppo di questo territorio. Investire in innovazione permette non solo di offrire una qualità superiore ai pazienti che usufruiranno dei servizi sanitari dell’Asl Biella, ma contribuisce anche a rendere Biella un polo attrattivo per i professionisti della sanità. Porgo i miei più sentiti ringraziamenti a Fondazione Famiglia Caraccio e all’Associazione Amici dell’Ospedale anche per la capacità di guardare al futuro collaborando in sinergia a beneficio della salute della collettività”.
“Siamo molto soddisfatti per questo intervento, grazie ai donatori di cui noi siamo tramite, perché nella diagnostica per immagini la qualità dell’immagine è un aspetto importantissimo – sottolinea Leo Galligani, Presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale di Biella – Tutte le donazioni hanno una storia, dalla progettazione al percorso, che ha un aspetto umano centrale. Spiegare le cose, le ricadute della nuova tecnologia sulla diagnostica, significa aumentare la partecipazione delle persone. Il valore della donazione è la bellezza intrinseca del dono, sono storie di speranza e di collaborazione”.
“Le due realtà hanno unito le forze per riuscire a donare all’Ospedale un aggiornamento tecnologico importante, essenziale e duraturo – afferma il Presidente della Fondazione Famiglia Caraccio, Pier Giacomo Borsetti –. Migliorare le prestazioni delle attrezzature per la diagnostica per immagini vuol dire incidere in modo significativo sulla qualità del servizio reso alle persone. Per questa ragione, abbiamo promosso la raccolta fondi con l’obiettivo di finanziare il potenziamento di questo macchinario utilizzato in modo trasversale e particolarmente efficace in ambito oncologico, cardiologico, neurologico e non solo. Fin dalla sua nascita, infatti, la Fondazione promuove l’innovazione tecnologica a beneficio del benessere delle persone”. La Fondazione Famiglia Caraccio, attraverso il proprio Consiglio di Amministrazione, interamente nominato dal Presidente dell’Unione Industriale Biellese, si fa garante non solo di un utilizzo mirato ai bisogni del territorio, ma anche della correttezza e rendicontazione degli interventi.

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