BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Canalis, Pd: “Basta propaganda, in Piemonte il 74% degli affidi a parenti o col consenso dei genitori”

Basta propaganda”, invoca la consigliera regionale e vice segretaria del Pd Piemonte Monica Canalis. “Da più di tre anni gli Assessori regionali Caucino e Marrone spargono menzogne e strumentalizzano le sofferenze dei bambini e delle loro famiglie. Adesso intervenga il Presidente Cirio per fermare il continuo attacco ai servizi sociali, alle famiglie affidatarie e alle autorità giudiziarie. Si ripristini il rispetto nei confronti del lavoro degli operatori, della generosità del volontariato e della professionalità della magistratura. In Piemonte la qualità dei servizi sociali, sanitari, educativi e giudiziari è di prim’ordine e quello che servirebbe non è un clima di discredito, ma un deciso incremento dei fondi per le assunzioni, per la psicologia delle Asl e la neuro psichiatria infantile e per i progetti di accompagnamento alle famiglie, oltre ad una maggiore omogeneità territoriale ed integrazione tra comparto sociale, educativo e sanitario. Se non si interviene in questa direzione gli allontanamenti rischiano di essere non eccessivi, ma piuttosto tardivi.
I dati aggiornati al 31.12.2021 smentiscono la tesi della destra secondo cui in Piemonte ci sarebbe un numero eccessivo di allontanamenti dalla famiglia d’origine, per di più fatti con troppa facilità e per ragioni esclusivamente economiche. Gli allontanamenti in Piemonte riguardano fortunatamente una porzione molto piccola della popolazione minorile della regione, circa lo 0,23% (2020) e 0,24% (2021). Tra i minori in difficoltà il 98% viene seguito in famiglia o nella cerchia parentale. A differenza del trend nazionale che vede la ripresa degli inserimenti in struttura (che superano gli affidi familiari), in Piemonte continua a prevalere l’accoglienza in famiglia affidataria (56%).
Sui 623.114 minori residenti in Piemonte a fine dicembre, erano circa 53.000 quelli seguiti in famiglia e 2.484 quelli seguiti fuori dalla famiglia d’origine (Fonte Direzione Coesione Sociale della Regione). Tra questi ultimi, 1.399 erano in famiglia affidataria (808 in affido etero familiare e 591 in affido intra familiare, cioè presso parenti) e 1.085 in comunità residenziale (1.027 in Piemonte e 58 fuori Regione): 514 erano i Minori stranieri non accompagnati (quindi non allontanati con provvedimento giudiziario); 512 i minori in comunità mamma-bambino; 287 gli affidi consensuali cioè avvenuti col consenso dei genitori; 1.112 gli affidi giudiziali; Il 74% degli affidi avviene all’interno della famiglia o con il consenso dei genitori.
Caucino e Marrone vorrebbero impedire anche questi affidi? Ricordiamo che il Ddl Allontanamento zero non mette nel bilancio regionale un euro in più per la tutela dei minori, è pieno di prescrizioni non attuabili, con l’imposizione di un Pef (Piano educativo Familiare) molto rigido e non soggettivo, che porterebbe in alcuni casi ad un ritardo negli interventi, con effetti molto gravi sul benessere dei minori, ed è fondato su convinzioni che ci portano indietro di almeno cinquant’anni nel dibattito culturale sulla tutela dei minori (prevalenza dei legami di sangue, prevalenza del diritto dell’adulto su quello del minore, attacco all’istituto dell’affido). Per non parlare del sostegno al provvedimento dato da realtà come Scientology, a fronte della ferma contrarietà di ordini professionali, sindacati, consorzi socio assistenziali, docenti universitari, associazioni, 45 comuni e città metropolitana di Torino. Dietro i numeri ci sono i volti di bambini che soffrono. Il disagio minorile esiste, non va ignorato nè liquidato con l’offerta di un contributo economico. Occorrono più servizi a servizio delle famiglie e occorre il ritiro del Ddl Allontanamento zero.

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