BI24_2010/2020_SPECIALE ELEZIONI: L’ANALISI. Ros: “Delmastro il più votato, nel Biellese ed in Piemonte, ma adesso cosa cambia?”

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Quasi centomila voti presi in tutto il Piemonte e, ovviamente, nel “suo” Biellese. Per l’esattezza, 96.243 schede favorevoli. Andrea Delmastro e, con lui, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, nella nostra Regione ed in gran parte d’Italia, spaccano letteralmente il culo ai passeri e vincono le elezioni, con Lega e Forza Italia, come dicono alcuni, che “accompagnano solo”.
Una vittoria senza sè e senza ma, che lascia il centrosinistra triste e spaventato, che inquieta l’Europa e che, probabilmente, costringerà Joe Biden a cambiare l’ennesimo pannolone della sua presidenza. Un successo indiscutibile, che ha eliminato dal Parlamento gentaglia come Fiano, Boldrini e Di Maio e che apre le porte alla prima donna “Premier” della storia d’Italia. Scritto così, sembra tutto idilliaco, bellissimo, giusto, sia per il nostro Paese, che per il Piemonte e, soprattutto, per il Biellese, che alle ultime elezioni aveva votato a destra, per poi vedersi rappresentato dall’incapace Azzolina.
Purtroppo, non è così. Non è così perché a meno di inversioni di tendenza dell’ultima ora, in realtà non cambierà nulla: questa Italia piegata, che dopo essersi inginocchiata alla “finta” pandemia si è prostrata anche ad una guerra, quella tra Ucraina e Russia, che a noi non interessa e che sta solo creando danni, resta la stessa di ieri. Non più uno Stato sovrano, ma una “colonia” al soldo di Stati Uniti e Unione Europea. Un Paese di imbecilli, che invece di pensare al proprio vicino di casa che sta al freddo, che non ha soldi in tasca, che rischia di perdere la casa, bada a gente che sta a tremila chilometri di distanza.
Andrea Delmastro, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, hanno trionfato, ma siamo destinati a perdere tutti, se si continuerà a seguire (come pare), la linea tracciata dal cialtrone Draghi, invece di fare coraggiosamente quello che – è evidente – bisognerebbe fare: togliere subito le sanzioni alla Russia; prendere le distanze dal “pagliaccio” Zelensky; chiedere scusa e ricucire il rapporto con il “signor” Putin; preparare l’iter per uscire da quel coacervo senza più alcun senso che si chiama Europa. E soprattutto, dopo 76 anni di schiavismo, spiegare alla Nato che i debiti per la “liberazione” sono estinti, che l’Italia non ha più bisogno di stampelle e che gli interessi del suo Popolo, valgono di più di qualsiasi strategia suicida che gli italiani hanno dovuto subire negli ultimi anni.

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