BI24_2010/2020_DALL’OSPEDALE. Il Convegno della Società degli Urologi del Nord Italia è tornata a Biella dopo quasi sessant’anni

Il Convegno della Società degli Urologi del Nord Italia (Suni) torna a Biella dopo quasi 60 anni. Era infatti il 1964 quando la città ospitò la 13esima edizione dell’iniziativa specialistica annuale, allora presieduta dal compianto Professor Alessandro Gibba, già Primario emerito di Urologia all’Ospedale degli Infermi di Biella. Il 69° Convegno Suni si sta svolgendo, ieri e oggi, presso la Sala Convegni del nuovo Ospedale dell’Asl Biella, presieduto dal dottor Stefano Zaramella, Direttore della Struttura Complessa Urologia dell’Azienda Sanitaria biellese. Presidente Onorario il professor Bruno Frea, già Direttore della Struttura Complessa di Urologia dell’Ospedale Molinette di Torino e anche della Scuola di specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Torino.
Si tratta dell’incontro originariamente previsto nella primavera del 2020 e poi rinviato a causa della pandemia. La definizione della sede era avvenuta nel maggio 2019 a Savona, nel corso dell’assemblea amministrativa della Società. L’assegnazione a Biella di un appuntamento di tale importanza giunge al culmine di un’attività crescente del reparto di Urologia dell’Asl Biella, a livello scientifico e congressuale in ambito nazionale, che ha visto negli ultimi anni la Struttura diretta da Zaramella presente nei principali convegni nazionali, oltre che su riviste scientifiche internazionali di settore per le ricerche condotte. L’Ospedale biellese si conferma quindi come rilevante fulcro di confronto per gli specialisti di diverse specialità cliniche.
Il 69° Convegno Suni. Al Convegno in programma all’Ospedale di Biella è prevista la partecipazione di oltre 150 professionisti provenienti da diverse regioni (specialisti in Urologia, Nefrologia, Oncologia, Radiodiagnostica, Radioterapia, Medicina generale e specializzandi), di 70 tra relatori e moderatori e di circa 50 addetti ai lavori (figure quali sponsor, informatori scientifici e specialist). Durante i lavori verranno esposti i risultati di circa 30 lavori scientifici originali selezionati, verranno improntate 5 tavole rotonde su vari argomenti di interesse urologico oltre a 4 letture magistrali tenute da importanti opinion leaders del settore. Sono inoltre previste sessioni di comunicazioni e video selezionate di particolare interesse scientifico.
«Il Convegno vedrà la partecipazione di giovani relatori, compresi specializzandi delle Scuole di specializzazione in Urologia del Nord Italia, nell’ambito delle comunicazioni libere, e questo servirà loro da stimolo allo studio e alla ricerca e faciliterà il confronto con colleghi coetanei o con maggiore esperienza – sottolinea Zaramella – Le letture in programma riguarderanno tematiche inerenti il paziente con patologia urologica, quali il trapianto renale in era di chirurgia mininvasiva, l’ipertrofia prostatica e infiammazione e l’ureteroscopia flessibile con strumenti monouso».
L’Urologia dell’Asl di Biella si è distinta recentemente per lo sviluppo di tecniche chirurgiche mini invasive soprattutto in ambito oncologico, nel trattamento laser dell’ipertrofia prostatica benigna e della calcolosi urinaria, nel trattamento dell’incontinenza urinaria e del prolasso femminile. Dal 2016 l’attività della Struttura è progressivamente cresciuta, riducendo ai minimi storici la mobilità passiva di pazienti verso altre strutture ospedaliere e aumentando l’attrattività nei confronti di pazienti provenienti da fuori territorio, che attualmente rappresentano circa il 25% dei paziente trattati a Biella.
Il Report annuale del Programma Nazionale Esiti 2021 (Pne), realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) e presentato il 15 dicembre 2021, aveva inoltre collocato l’Urologia di Biella al sesto posto per attività chirurgica oncologica in Piemonte su un totale di 35 Strutture, alle spalle solo delle grandi Aziende ospedaliere-universitarie, considerando in aggregato il numero di interventi maggiori eseguiti per tumore alla prostata, al rene e alla vescica, con 92 interventi eseguiti nel corso del 2020 nonostante gli effetti della pandemia (numero aumentato a 115 l’anno successivo).

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