BI24_2010/2020_LA STORIA. Una giornata biellese tra ‘Cittàdellarte’ e Burcina, per Giovanni del trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”

Era a Biella per una “gita fuori porta”, dall’arte alla natura. “Doveva essere una giornata fra amici ma non è stato proprio così. Non siamo riusciti a passare inosservati”. Scherza Andrea Campagnolo, alto, zazzeruto con barba al seguito. Aveva promesso a Giovanni Storti, del trio ‘Aldo, Giovanni e Giacomo’, un incontro speciale, quello con Michelangelo Pistoletto e una passeggiata nel verde in uno dei Luoghi del cuore del Fai: la Burcina.
Perché Giovanni, nella nuova veste di “Giova loves nature”, da luglio si racconta in modo inedito nel suo profilo Instagram (che vale quasi 200mila followers): dialoga con le piante, le accarezza, cura un orto biodinamico solo apparentemente caotico, crescendo erbe selvatiche, pomodori e fiori con lo stesso amore. Ma non nasconde di bere “NaturalBoom”, il Mental Drink made in Biella, fino al punto di aver lanciato una sfida singolare: lo schiacciamento della lattina “un esercizio coraggioso per riciclare meglio”.
“Ci tenevo che visitasse ‘Cittadellarte’ – spiega Campagnaolo – e speravo di riuscire a fargli conoscere il maestro in modo che fosse proprio lui a spiegargli come è nato il Terzo Paradiso. Siamo stati fortunati. Doveva essere una cosa breve ma alla fine siamo rimasti incantati da Pistoletto per un paio d’ore, perché il discorso si è allargato al messaggio e alla filosofia di un artista che come sappiamo è conosciuto in tutto il mondo e ha scelto proprio la sua e nostra città per vivere stabilmente. E siccome Giacomo è un grande appassionato d’arte, qualche foto l’abbiamo mandata anche a lui, mentre visitavamo gli spazi della Fondazione”.
Storti e Campagnolo, sono poi sbarcati a Pollone per passeggiare in uno dei luoghi simbolo del Biellese, tanto da essere preso sotto l’ala dal Fondo italiano per l’ambiente. “Siamo arrivati in Burcina e Giovanni è andato alla scoperta di tutti i cartellini che poteva leggere. Una caccia al tesoro. Se il temporale non ci avesse scoraggiati saremmo saliti fino in cima, mentre bambini, runner e ciclisti spesso si fermavano a salutare”. Giovanni, accompagnato dalla moglie Annita, si è fatto riprendere in due video che con tutta probabilità faranno capolino sul suo profilo. “Gli è piaciuto tantissimo il Cipresso di palude e l’Abete di Serbia. Ha bevuto il mio mental drink – conclude Campagnolo – ma a cena gli ho fatto assaggiare un nebbiolo biellese e anche quello lo ha soddisfatto”.

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