BI24_2010/2020_DAL FONDO EDO TEMPIA. Dall’impresa di Samantha Profumo, un regalo da 5.105 euro alla ricerca sul cancro

«Quando ero qui in terapia vedevo i sorrisi sotto le mascherine: questo reparto di oncologia è un’eccellenza, come lo è il Fondo Edo Tempia. Non smettete di collaborare»: Samantha Profumo ha portato sorrisi, parole dolci e tanti regali nella sua visita di lunedì all’ospedale di Biella. Il più grande è un assegno da 5.105 euro: sono i proventi delle donazioni che ha raccolto prima, durante e dopo l’impresa in Veneto, la vittoria nella classifica femminile alla 24 ore del Montello, gara dove il premio va a chi percorre più chilometri in bicicletta nell’arco di un intero giorno.
L’offerta sarà destinata al Fondo Edo Tempia per i suoi progetti di ricerca ed è circa la metà della cifra che la ciclista vercellese ha contribuito a raccogliere. Un altro assegno è stato intestato all’Associazione oncologica pediatrica che si occupa di bambini, portando la raccolta oltre quota 10mila euro. Non basta perché nella sua precedente iniziativa sportiva, i 100 giri per la vita di ottobre a Vercelli, un’altra donazione di 2.271,30 euro era arrivata nelle casse del Fondo.
Alla cerimonia di consegna, al reparto di oncologia dell’ospedale di Biella, era presente gran parte dello staff, dal direttore Francesco Leone a dottoresse, infermiere e infermieri che di Samantha Profumo sono diventati con il tempo amici. «È una grande sportiva ma è anche una grande paziente» ha sorriso il direttore sanitario del Fondo Edo Tempia Adriana Paduos che ha rappresentato l’associazione insieme alla presidente della Fondazione Tempia Viola Erdini. Da tutti sono arrivati i complimenti sia per la generosità sia per l’impresa sportiva.
«E dire» ha scherzato l’atleta, indicando uno dei “suoi” infermieri «che quando sono arrivata qui mi avete detto che non avevo più l’età per dire di essere una ciclista». Invece, a ricordo della sua impresa, da lunedì in oncologia c’è la sua maglia da gara incorniciata, insieme a un messaggio per chi l’ha seguita nelle terapie: «Nello sport il capitano è il più forte. Voi siete straordinari nel far sentire capitano chi è nel suo momento più fragile». Il tumore al seno l’aveva costretta alle cure proprio nei mesi più duri della pandemia: «Oggi vorrei che qualche paziente, guardando la mia maglia in reparto, pensasse che la malattia non è la fine di tutto e che potrà pensare a realizzare qualcosa di straordinario».

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