BI24_2010/2020_L’INTERVENTO. Alessio Ercoli: “Il 19 luglio, ricorre una celebrazione fondamentale per la nostra terra: la Festa del Piemont”

_Alessio Ercoli
Ogni anno, dal 1967, in questo periodo viene organizzata dall’Associassion Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta la rievocazione storica della Battaglia dell’Assietta. Su questo colle appunto, il 19 luglio del 1747 ha forse avuto origine il Piemonte moderno. Infatti, grazie alla vittoria sabauda contro il Regno di Francia, si creò uno stallo nella guerra di successione austriaca che permise di mantenere la sovranità sui territori della regione piemontese. Nonostante i franco-spagnoli fossero forti di 32 battaglioni (20,000 soldati), contro i 13 austro-piemontesi, dei quali dieci impegnati effettivamente in combattimento (7500 soldati), le truppe comandate dal tenente generale Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio ebbero la meglio al grido di “Nojàutri ì bogioma nen da si”, attribuite da una sorta di leggenda – nella frenesia della battaglia – al Conte di San Sebastiano, tramandato subito di bocca in bocca dai soldati abbreviato con il celeberrimo “bogia nen”, attribuito infine ancora oggi a tutto il popolo piemontese come qualità di fermezza e determinazione.
Ecco l’importanza di non dimenticare la nostra storia, ma anzi di celebrarla e tramandarla in particolare alle giovani generazioni perché, come ha ricordato don Diego nella messa in piemontese di domenica al Colle dell’Assietta, racchiude le nostre radici e la nostra identità, la quale non deve essere mai annullata poiché in questo caso cesserebbe qualunque possibilità di dialettica con altre popolazioni e culture. Questa ricorrenza, che ha vantato la partecipazione del gruppo storico “Pietro Micca” di Torino, è giunta quest’anno alla 54ᵃ edizione. Una continuità e un impegno che ha spinto il Consiglio regionale del Piemonte ad istituzionalizzare la Festa del Piemont prevedendola il 19 luglio di ogni anno con una proposta di legge a prima firma del presidente Allasia e in discussione in aula proprio in questi giorni. Verrebbe così reintrodotta la festività, in quanto era già prevista in passato, ma poi abrogata. Un giusto riconoscimento alla nostra storia, alla nostra cultura, al nostro popolo.
Il Biellese è stato grande protagonista di tale ricorrenza, essendosi svolta nel luglio del 1968 la prima edizione della “Festa del Piemont” al Santuario di Graglia, “in cui dopo cento anni di oblio, l’antica bandiera sventolava nella nostra terra”, come riportato da Giuliano Rama. In quella circostanza, il grande Giacomo Calleri si è fatto promotore di una iniziativa tendente a valorizzare la bandiera della Regione Piemonte, chiedendosi come mai non venisse mai esposta sui pubblici edifici – neanche in occasione di determinate ricorrenze festive – nonostante fosse ufficialmente riconosciuta e “auspicando l’avvento delle autonomie regionali sancite dalla Costituzione e, al tempo non ancora attuate”. Quest’anno, come amministrazione comunale e come gruppo consiliare, abbiamo fortemente voluto esporre una grande bandiera del Piemonte sul terrazzo di Palazzo Oropa, con accanto uno striscione recante: 19 Ëd Luj/Festa Dal Piemont. Dopo l’approvazione della mozione a sostegno dell’Autonomia del Piemonte, un altro gesto teso non solo a tutela e promozione dei nostri simboli e delle nostre radici, ma anche di riflessione sui nostri valori e sulle nostre specificità. Sulla scia del passato, in ottica futura.
Ancora oggi, un gruppo culturale piemontese porta avanti la Festa del Piemont a Muzzano. Segno che le tradizioni restano nella memoria e nel cuore della gente, ma costituiscono anche la base culturale e sociale di un popolo. Allora il mio auspicio, che è anche un obiettivo, è quello di portare avanti queste iniziative e fare in modo che le istituzioni siano al fianco delle persone che rendono possibile tramandarle. Magari con “eventi sulla lingua e sulla cultura piemontese, incentivando adeguati riconoscimenti anche nel contesto di una Festa del Piemont nella nostra città”, come richiesto dalla mozione che ho depositato in Comune a Biella qualche settimana fa. Un momento necessario, per assumere consapevolezza di ciò che siamo, che siamo stati e che possiamo e dobbiamo ancora essere. Un momento di festa, coscienza e conoscenza per tutti i piemontesi. Viva il Piemont!

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