BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Canalis e Ravetti, Pd: “Peste suina: la nostra agricoltura ci chiede risposte certe in tempi brevi”

Si è tenuto in questi giorni, a Palazzo Lascaris, il Consiglio regionale straordinario sull’emergenza della peste suina africana, chiesto con forza dal Gruppo del Partito Democratico. “Abbiamo richiesto questo momento di confronto perché il problema della peste suina africana e della sua diffusione nei territori piemontesi sta diventando sempre più allarmante e domani interverremo in Aula per ribadire la posizione del Partito Democratico su questo tema, una posizione chiara e netta che chiede alla Giunta regionale di intervenire concretamente perché i casi continuano a crescere e non ci possiamo più permettere di perdere tempo. Ce lo chiede il mondo dell’agricoltura duramente colpito da un morbo che sta piegando le attività produttive. Le aziende piemontesi impegnate nel settore zootecnico suinicolo sono circa 3.000. Il Piemonte conta più di 1,3 milioni di suini: un patrimonio che deve essere salvaguardato! E’ importante sottolineare, inoltre, che il comparto rappresenta poco meno del 9% del totale nazionale. Il valore della filiera suinicola piemontese, partendo dagli allevamenti e arrivando ai prodotti finiti, quali prosciutti, salumi e insaccati, supera i 700 milioni di euro” dichiarano la Vicepresidente della III Commissione del Consiglio regionale Monica Canalis e il Consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti.
“Vogliamo certezze – proseguono gli esponenti dem – per chi, quotidianamente, deve scontrarsi con il problema della fauna selvatica e dei danni che sta producendo. Sono mesi che gli appelli delle associazioni restano inascoltati e la peste suina africana, purtroppo, continua a diffondersi in modo sempre più allarmante. Con un atto di indirizzo, che auspichiamo venga approvato dal Consiglio regionale, chiederemo alla Giunta regionale di impegnarsi a velocizzare il completamento della recinzione metallica che isola l’area infetta, a favorire, con tutti i mezzi e le risorse possibili, un rapido incremento dell’azione di contenimento dei cinghiali, a prevedere ristori per tutti i comparti economici interessati, agricoltori, commercio e attività outdoor, danneggiati dall’emergenza della PSA. Inoltre, chiederemo che, con cadenza mensile, il Consiglio regionale venga informato sullo stato di attuazione del piano di eradicamento della Psa, dando la massima diffusione dei dati relativi alla gestione della malattia in Piemonte e al progressivo de-popolamento dei cinghiali nelle aree infette”.
“Le soluzioni esistono – concludono Canalis e Ravetti – e bisogna metterle in atto senza indugio per evitare che il morbo si propaghi ulteriormente e per riuscire a debellarlo definitivamente dai nostri territori. I controlli sanitari sulla fauna selvatica sono possibili solo se si riduce in modo consistente il numero dei capi in eccesso. Il tempo delle promesse vuote è finito! E’ arrivato il momento di agire! Data la delicatezza del tema ci auguriamo di vedere in Aula domani il Presidente Cirio che si sta distinguendo per la propria assenza in Consiglio regionale”.

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