BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/1. Stecco, Lega: “Iniziata l’indagine sulle conseguenze psicologiche del Covid: l’allarme dei medici”

Iniziano in commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte i lavori di indagine sui disagi psicologici causati dalla pandemia. “Con l’audizione odierna – commenta il presidente della commissione Sanità del Piemonte, il leghista Alessandro Stecco – il collega e presidente dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino Guido Giustetto, insieme alla dottoressa Rosella Zerbi, ci ha fotografato uno scenario che parte con un impoverimento, iniziato intorno al 2008, del numero di medici. Secondo un’indagine condotta nel pieno della pandemia, tra i medici di medicina generale il 37 per cento presentava sintomatologia depressiva, il 32 per centro manifestava sintomi legati alla sindrome post traumatica da stress e il 70 per cento denunciava stati ansiosi legati al lavoro durante la pandemia”.
“Un altro dato emerso – prosegue Stecco – è che le donne e i giovani hanno sofferto maggiormente a livello psicologico. Le prime, talvolta costrette ad abbandonare la casa familiare per evitare di trasmettere il Covid ai loro congiunti, sono state travolte non solo dalle incombenze lavorative ma anche dalle necessità personali, come seguire la famiglia. Ai giovani invece veniva a mancare l’esperienza nella gestione dello stress professionale. Infine, l’audizione ha messo in luce quanto il burn out si è declinato in una sofferenza morale del medico, disagio di fronte a una emergenza che nella sua gravità ha reso gli obiettivi e gli standard professionali non raggiungibili e di conseguenza frustranti. Un ulteriore problema è quello legato alle aggressioni fisiche e verbali e a una percezione di mancata sicurezza sul lavoro”.
“Non essere sicuri nel luogo di lavoro – conclude Stecco, neuroradiologo e docente universitario – non solo per le situazioni correlate al Covid, ma anche per le aggressioni, è una situazione diffusa e allarmante, che da sola giustifica l’importanza di questa indagine che ho fortemente voluto, e il fatto che le donne debbano maggiormente combattere con le conseguenze della pandemia mi spinge ulteriormente a volere approfondire nel migliore dei modi questo tema”.

I commenti sono chiusi.