BI24_2010/2020_DA CONFARTIGIANATO. Le imprese piemontesi resistono e l’andamento occupazionale, è passato da meno 6,72% a più 0,46%

Dalla terza indagine trimestrale congiunturale del 2022 elaborata da Confartigianato Imprese Piemonte emerge l’ammirevole tenuta delle nostre imprese. Esaminando l’andamento occupazionale, il saldo ha una significativa variazione positiva, passando dal – 6,72% al + 0,46%. Con riferimento alle ipotesi di assunzione di apprendisti, il saldo migliora, passando dal – 20,16% al – 12,58%. Per quanto riguarda le previsioni della produzione totale dal – 10,62% si passa al – 3,57%. Analogamente, il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini resta negativo, passando tuttavia dal – 10,78% al – 6,38%.
Le previsioni di carnet ordini sufficienti per meno di 1 mese scendono dal 38,13% al 36,02%; quelle di carnet da uno a tre mesi salgono dal 39,38% al 42,55%; quelle di carnet superiore ai tre mesi diminuiscono dal 22,50% al 21,43%. Le proiezioni di investimenti per ampliamenti crescono dal 9,38% al 11,80%, quelle per sostituzioni si riducono leggermente dal 15,47% al 15,22%. Infine, gli intervistati che non hanno programmato investimenti diminuiscono dal 75,15% al 72,98%. In riferimento alle previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, la proiezione, pur negativa, passa dal – 34,37% al – 29,97%. Le previsioni di regolarità negli incassi si riducono lievemente, passando dal 65,31% al 65,22%, le stime di ritardi calano dal 34,38% al 33,85%, mentre le previsioni di anticipi negli incassi crescono, passando dallo 0% allo 0,93%.
“Nonostante le drammatiche difficoltà che sta affrontando il nostro Paese – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – dalla terza indagine trimestrale emerge una strenua volontà di presidiare il lavoro, a dimostrazione dell’enorme forza morale e umana dei nostri imprenditori”. “Tuttavia – continua Felici – è comunque necessario sottolineare l’imperversare di gravissime problematiche che frenano l’intero comparto artigiano, tra cui un costante aumento dei prezzi, le difficoltà negli approvvigionamenti dovute all’ormai noto aumento dei costi delle materie prime, oltre alle trappole fiscali e alla burocrazia folle. Basti pensare che l’Italia ha il record negativo per la burocrazia fiscale: per districarsi tra scadenze e adempimenti alle micro e piccole imprese servono 238 ore l’anno”.
“È evidente che le imprese abbiano l’intenzione e la voglia di ripartire – conclude Felici – ma è altrettanto evidente che non si possa più rimandare la pianificazione di una politica industriale coerente e legata alle peculiarità del mercato italiano, che possa garantire una risposta adeguata e strutturale alle esigenze di lunga data dei nostri imprenditori”. L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha redatto la terza indagine trimestrale 2022 utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione.

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