BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/3. Canalis e Avetta, Pd: “Il centrodestra non è attento all’equilibrio tra i generi negli organi delle società”

È intollerabile che la maggioranza di centrodestra esprima un ritardo così eclatante sulla parità di genere, soprattutto in un settore chiave per la Regione come quello della sanità. Pare fin troppo evidente la volontà politica di escludere le donne sia dai luoghi di governo sia da quelli di controllo delle società”, dichiarano i Consiglieri regionali del Partito Democratico Canalis e Avetta, a margine del Question Time discusso oggi in Consiglio Regionale. Il Collegio sindacale, quale organo di controllo delle aziende sanitarie regionali, è normato dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i., recepito dall’art. 13 della legge regionale n. 10 del 1995 e Smi.
Questa norma non riporta alcun riferimento alla parità di genere all’interno del Collegio sindacale delle aziende sanitarie regionali, lasciando al Consiglio regionale libertà nell’individuazione del rappresentante regionale, ma la Giunta Cirio e la maggioranza di centrodestra del Consiglio Regionale non hanno compensato l’assenza di vincoli giuridici con una specifica attenzione politica alla rappresentanza di genere.
Infatti, la Giunta Cirio, su designazione della maggioranza di centrodestra del Consiglio regionale, finora ha nominato solo uomini nei collegi sindacali di Asl e Aso (Vercelli, Città della Salute di Torino, Asl To5, Asl To4, Aso Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Asl Verbano Cusio Ossola, Azienda Zero, Asl Cn2, Aso dell’ospedale Santa Croce, Asl Novara, Asl Alessandria, Asl Asti, Asl Cuneo 1, Asl Biella, Asl Città di Torino, Ospedale Mauriziano).
Le nomine da parte dei Ministeri delle Finanze e della Salute nell’Asl Cn2, nell’Asl TO4 e nell’Aso Santa Croce, a loro volta, non contemplano il genere femminile. Una politica che esclude completamente le molte donne presenti negli elenchi dei candidati è una politica miope, che taglia fuori una parte importante della nostra comunità e del panorama professionale piemontese. Chiediamo alla Giunta di compensare nelle prossime nomine la grave carenza di figure femminili.

I commenti sono chiusi.