BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/3. Preioni, Lega: “Lo stop ai motori a combustione dal 2035 è una decisione incosciente, miope e cinica”

_Alberto Preioni (consigliere regionale Lega)
La decisione presa dall’Europa, e avallata con entusiasmo dal Pd, di vietare la vendita di veicoli a motore endotermico dal 2035 è incosciente, miope e cinica nei confronti del destino di decine di migliaia di lavoratori piemontesi. Innanzitutto perché fissa un obiettivo troppo ambizioso che non potremo mai raggiungere in autonomia. L’Italia e l’Europa, infatti, sono completamente dipendenti dalle esportazioni cinesi per quanto riguarda tutti i metalli rari necessari alla transizione elettrica.
Giocando d’anticipo sulle agende europee che sembrano dettate più dalle utopie di Greta che dal pragmatismo di avveduti statisti, la Cina si è accaparrata il monopolio del rame e ha fatto man bassa delle concessioni per l’estrazione del litio in Africa e Sud America, mentre zinco e alluminio sono ormai introvabili. Un dogma, quello dell’elettrico, che oltre a prevedere una reinfrastrutturazione del nostro Paese che ad oggi pare quantomeno irrealistica ha relegato in secondo piano, o addirittura cancellato dai piani di sviluppo, tecnologie alternative altrettanto efficaci.
Nessuno vuole negare la necessità di ridurre i livelli di Co2. Ma perché investire così tanto sull’elettrico invece di favorire la produzione e l’impiego di idrogeno verde, come ha fatto il Piemonte puntando sull’Hydrogen Valley? E perché non si prende atto che un motore diesel Euro6 di ultimissima generazione ha emissioni talmente basse da non essere quasi misurabili? Sarebbero alternative sicuramente più sostenibili per la nostra economia, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Negli ultimi 7 anni, in Piemonte l’indotto dell’auto ha già perso 37mila addetti. Il passaggio all’elettrico ne spazzerebbe via altri 70mila in tutta Italia. Ma questo all’Europa, e al Pd, evidentemente non interessa.

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