BI24_2010/2020_BIELLA24 VS M5S/1. Roberto Scucca: “Ieri pomeriggio il ‘teatrino’ per rinviare a giudizio chi ha soltanto detto la verità…”

_Roberto Scucca
I pochi italiani (e biellesi) che ancora non pensano che politica (o almeno parte della politica…) e magistratura, vadano allegri e felici a braccetto, avrebbero dovuto essere presenti ieri, al Tribunale di Biella, per l’udienza preliminare che doveva decidere se rinviarmi a giudizio per l’ormai famoso articolo, apparso il 30 agosto del 2019, contro il Movimento 5 Stelle. Un articolo onesto.
L’Accusa? Istigazione all’odio, nonché diffamazione a mezzo stampa. Il “teatrino” è iniziato verso le 15 e dieci minuti dopo, avevo già capito come sarebbe andata a finire: la sentenza, forse era già stata scritta al mattino, o magari la sera prima. O chissà, un mese fa… Tutto pianificato, tutto già deciso. Gli unici fuori dallo schema, io e il mio avvocato Maria Grazia Ferrari: due eroi liberi, due persone serie, in mezzo ad un gruppo di piccoli attori con il copione già preparato. Da qualcun altro…
Alla fine, al netto delle mie parolone tanto cattive, non si sono limitati a rinviarmi a giudizio. Si sono pure inventati che il mio “peccato originale”, è aver compiuto ‘atti persecutori’ nei confronti di Azzolina. Qualcuno se la ricorda? Il mezzo ministro dei banchi a rotelle… Una di cui non me ne frega un emerito cazzo. Una che verrà ricordata solo per aver scritto la pagina più triste della storia d’Italia. Il nulla mischiato al niente.
Confesso che non ero mai stato sul “banco degli imputati” nella mia lunga vita. E confesso anche, che dopo ieri non vorrei sedere da nessuna altra parte, dentro ad un tribunale italiano. E’ la parte più pulita. Quella sana. Sei lì ed è come vedere la televisione: un brutto film a cui cerchi di dare non solo un po’ di senso, ma anche un po’ di buon senso. Ed invece niente: gli hanno detto cosa fare e loro, lo hanno fatto.
Credo che sia io che il mio avvocato, una volta usciti da quel posto dal puzzo stantio, dopo esserci allontanati da quelle facce grondanti una effimera ed arrogante superiorità, finalmente liberi, finalmente nella realtà delle cose di tutti i giorni, siamo tornati alle nostre case ed abbiamo fatto l’unica cosa possibile, dopo essere stati in un posto simile: una doccia calda e tanto bagno schiuma per poter tornare, finalmente, puliti.

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