BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE. Preioni, Lega: “Torna a Torino la Iveco: ora riportiamo a casa le altre aziende che hanno delocalizzato”

Iveco torna a casa, riportando a Torino le produzioni che aveva delocalizzato in Francia e nell’Est Europa nel 2011 e per avviare un nuovo percorso green per la progettazione e la realizzazione di autobus elettrici e a idrogeno. Per il capogruppo della Lega Salvini Piemonte in Consiglio regionale Preioni è la dimostrazione di quanto il “reshoring” – ovvero il ritorno in Italia delle imprese che avevano deciso di trasferirsi all’estero – sia una delle direttrici dello sviluppo post Covid del Piemonte. Prima della pandemia, infatti, sono state 237 le grandi aziende (dato Ires) che avevano delocalizzato, mentre quelle che avevano rapporti di filiera con partner stranieri erano 3.244.
Il capogruppo leghista ribadisce quindi la necessità di avviare un capillare confronto con queste realtà per convincerle a riportare qui le loro attività. Proprio grazie alla Lega al Governo, infatti, si è valorizzato al massimo lo strumento dei Contratti di Sviluppo finanziati dal Mise guidato da Giancarlo Giorgetti. Soprattutto, per merito delle lungimiranti scelte adottate dalla maggioranza che guida il Piemonte, e di cui la Lega è la prima forza, il nostro territorio può oggi offrire opportunità inedite lungo la strada di una transizione ecologica che tuteli al contempo la sostenibilità ambientale e i posti di lavoro. Non è infatti un caso che Iveco abbia scelto di tornare in Piemonte per sviluppare la propulsione ad idrogeno, qui dove la Regione ha ottenuto il via libera al progetto dell’Hydrogen Valley finanziato con i fondi del Pnrr per la produzione di idrogeno green.
I finanziamenti del Pnrr, e più in generale i fondi europei, possono così diventare la prima leva per attivare questo progetto di “reshoring”. Ma in un tempo in cui la pandemia ha messo in crisi il modello dell’economia globalizzata, ricorda il capogruppo del Carroccio, il Piemonte può mettere in campo numerosi altri strumenti perché quello di Iveco non sia un caso isolato. Innanzitutto la sua posizione strategica al centro dell’Europa, che sarà presto al centro di corridoi infrastrutturali fondamentali come la Tav e la Genova-Rotterdam. Quindi il know-how dei suoi distretti – automotive, aerospazio, valvolame, rubinetteria, casalingo, oreficeria, tessile, mobile – e l’altissima specializzazione delle sue maestranze. Infine, strumenti di semplificazione che possono essere messi in campo direttamente dalla Regione. In questo senso, la nuova legge per il recupero del patrimonio edilizio esistente fatta approvare dalla Lega ne è un esempio immediato e tangibile.

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