BI24_2010/2020_DAL CIRCONDARIO. Gaglianico: “Sulle Note del Momento”, all’Auditorium la seconda serata del progetto ‘Moltitudine’

Si è svolta nei giorni scorsi presso l’Auditorium Comunale di Gaglianico la seconda e ultima serata di “Progetto Moltitudine” in cui psicologia e musica sono scese in campo unite per insegnare a coltivare la speranza nei periodi difficili. “Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza”. Partendo da questa frase di Seneca le psicologhe e psicoterapeute Eleonora Donati e Romina Leone, già protagoniste della prima serata, hanno spiegato come soprattutto nelle avversità sia fondamentale avere un approccio corretto: è necessario partire dalla realtà, accettarla e mettere in campo tutte le risorse che ciascuno di noi ha dentro di sé per farvi fronte.
Il primo passo per rinascere e reagire è capire che non possiamo modificare quello che accade, ma possiamo e dobbiamo combattere per il “buono” che ci circonda. Ovviamente non siamo tutti uguali, così ogni fascia di età (bambino, adulto, anziano) reagisce in modo diverso e per ciascuno ci sono piccole regole da tenere a mente per essere d’aiuto. Così il bambino non deve necessariamente essere protetto dalla realtà ma va accompagnato e assistito nell’accettazione di questa con estrema attenzione a qualunque piccolo cambiamento che lo riguardi sia esso emotivo, somatico, comportamentale o scolastico.
L’anziano, invece, che soffre l’isolamento e l’assenza di stimoli deve poter mantenere le sue abitudini e le relazioni sociali in modo da restare sempre attivo sia mentalmente che fisicamente. Infine l’adulto che deve imparare ad accettare le proprie emozioni sforzandosi di accoglierle senza negarle, ritagliando del tempo per se stesso, creando un circolo virtuoso fatto di persone e cose positive. Per tutti deve valere il motto “finché c’è vita c’è speranza” perché nutrire mente e corpo con quello che ci fa stare bene è l’unica soluzione al male che talvolta ci circonda e a cui non dobbiamo permettere di avere il sopravvento.
Tutte queste riflessioni e piccoli insegnamenti sono stati accompagnati dal pianoforte di Alessandro Barbi a cui si è affiancato, in questa serata, anche il violino di Dario Retegno che, alternando brani studiati ad hoc, hanno saputo creare atmosfere dalle quali gli spettatori sono stati completamente avvolti. «Tutti i grandi compositori sono stati personaggi che, mossi da una grande sensibilità, hanno cercato una via per esternare i loro sentimenti e le loro riflessioni» spiega il Maestro Barbi introducendo il primo brano intitolato “Meditation From Thasis” del compositore Jules Messenet, a cui ne sono seguiti altri tra cui il meraviglioso “Adagio” di Albinoni.
«E proprio questo connubio psicologia-musica – spiega Eleonora Selva, Consigliere alle Politiche Sociali e responsabile di questo Progetto – è stato l’arma vincente di questi due appuntamenti particolarmente apprezzati dal pubblico presente in sala perchè solo la musica riesce a trasmettere emozioni talmente forti da poter diventare il “posto felice” a cui fare ritorno per rigenerarsi e rinascere dopo momenti difficili. Ascoltare con la mente e con il cuore era proprio l’obiettivo che ci eravamo prefissati e che direi è molto riuscito al punto che stiamo pensando di farlo diventare un appuntamento ricorrente magari già dal prossimo autunno».

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