BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/4. Stecco, Lega: “Indagine sulle conseguenze psicologiche e psichiche della pandemia”

Con il via libera di questi giorni, arrivato all’unanimità e con il sì di tutti i gruppi consiliari presenti, si avvia il percorso per l’indagine della Quarta commissione Sanità del Consiglio regionale per comprendere le conseguenze psicologiche della pandemia sui cittadini piemontesi. Gli effetti a lungo termine del Covid-19 non si fermano infatti ai sintomi noti come la stanchezza, l’affanno, le difficoltà cardiorespiratorie e i disturbi cognitivi, ma arrivano a toccare la sfera emotiva e psicologica con dati che parlano di un 10% di intervistati che è ricorso ad antidepressivi, di un 21% che ha riportato sintomi ansiosi e del 70% degli studenti che ha dichiarato un sensibile calo nella concentrazione nello studio.
A fronte di questi numeri, per indagare i disagi del post Covid è stata quindi presentata e approvata la mozione a prima firma del medico della Lega Salvini Piemonte Alessandro Stecco. “Con questa mozione – commenta Stecco, medico e professore universitario – prendiamo in carico, nella Commissione consiliare che si occupa della salute dei piemontesi, il compito di effettuare una indagine sulle conseguenze psicologiche e psichiche della pandemia, focalizzandoci sui disagi e sull’aumentato rischio suicidario, particolarmente significativo nei minori, nei soggetti fragili e nelle persone che hanno dovuto affrontare il Covid a livello professionale”.
“La pandemia – ha proseguito il vercellese Alessandro Stecco – ha palesato le vulnerabilità e le fragilità dei nostri sistemi sociali e ha portato con sé effetti psicologici anche gravi sui singoli, talvolta con sintomatologia depressiva o post-traumatica. È la scienza a confermare che le reazioni psicologiche a eventi di tale potenza includono comportamenti disadattivi, stress emotivo e risposte difensive come ansia, paura, frustrazione, solitudine, rabbia, noia, depressione, somatizzazioni di vario tipo, con casi limite che arrivano al suicidio. In Piemonte vogliamo andare oltre il dato scientifico e utilizzarlo per supportare la programmazione di risposte, sistematiche e strutturate, a un disagio che ha bisogno di un argine non solo medico ma multidisciplinare”.

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