BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Rossi e Sarno: “Caso Rosso: dove è finito il codice etico della Giunta di Alberto Cirio?”

_Domenico Rossi, Diego Sarno (Consiglieri regionali Pd)
Che fine ha fatto il codice etico? E i corsi di formazione per la parte politica e tecnica della Regione? E le risorse aggiuntive da destinare al fronte della legalità?Tutte promesse del Presidente Cirio all’indomani dell’arresto dell’ex Assessore regionale Roberto Rosso (in quota Fratelli Italia): sono passati tre anni, la giustizia sta facendo il suo corso, tanto che venerdì scorso c’è stata una sentenza chiara con una condanna in primo grado per scambio politico-mafioso… ma del codice etico in regione ancora nessuna notizia, nemmeno una bozza.
Per questo oggi avremmo voluto delle risposte, in assenza delle quali abbiamo chiesto un’informativa del Presidente Cirio o di un rappresentante della Giunta. Peccato, però, che fossero tutti assenti all’apertura della seduta del Consiglio Regionale. Solo Marrone è arrivato alle 11:40, ma non ha ritenuto di intervenire. In pratica indifferenti.
Ma se c’èuna cosa che avremmo dovuto imparare in questi anni è proprio quella di non relegare la lotta alle mafie a mero atto di repressione, che si esaurisce in indagini, processi e responsabilità penali, che sappiamo essere sempre personali. Il punto è un altro: occorre che la politica dia segnali forti e chiari in direzione ostinata e contraria, tanto più quando viene chiamata in causa così da vicino. La sottovalutazione ha già generato dei mostri in passato, evitiamo di fare gli stessi errori.
Proprio perquesto attendiamo ed esigiamo degli atti concreti che, dopo tre anni, ancora non ci sono stati. Da parte nostra resta la massima disponibilità a collaborare per fare in modo che tutto il mondo politico piemontese sappia dire un forte no alle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni pubbliche.

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