BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La pace richiede una riorganizzazione del morente sistema finanziario transatlantico”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Il titolo sopra riportato è il tema della conferenza internazionale online che lo Schiller Institute terrà nel pomeriggio e nella serata del 18 e 19 giugno prossimi. La posta in gioco è illustrata nell’invito all’evento, che citiamo: “In questo 2022, centenario della nascita di Lyndon LaRouche, è tempo di riconoscere finalmente l’accuratezza del monito da egli lanciato all’indomani del 15 agosto 1971: che attenersi alla politica di speculazione finanziaria e di saccheggio della City di Londra e del sistema liberista e di tassi di cambio fluttuanti di Wall Street, avrebbe necessariamente portato alla guerra – col pericolo di guerra termonucleare – con il drastico collasso dell’economia fisica mondiale e il conseguente spopolamento; la morte di milioni e persino miliardi di esseri umani a causa di carestie e pandemie.
“Ma è anche tempo di ricorrere alle soluzioni proposte da LaRouche, per portare a termine con successo la riorganizzazione fallimentare di quel sistema morente e sostituirlo con una nuova architettura internazionale di sicurezza e sviluppo che si fondi sugli stessi princìpi che portarono alla Pace di Westfalia nel 1648.”Quanto al pericolo di una guerra nucleare, i portavoce del sistema transatlantico in bancarotta sono stati espliciti nella loro intenzione di spingere la Russia sull’orlo del baratro, nella speranza di indurla a fare marcia indietro e a sottomettersi all’impero unipolare… “Per quanto riguarda il collasso economico fisico, la Federal Reserve Bank ha dato il via ad una frenesia mondiale di Quantitative Easing, scatenando un’iperinflazione galoppante che ora sta esondando dagli 1,9 impagabili quadrilioni di dollari in derivati nei portafogli delle mega-banche e da altre attività finanziarie, per inondare i settori dei produttori e dei beni di consumo.
Di conseguenza si verificano drammatiche e crescenti carenze di cibo, energia ed altri beni essenziali per la sopravvivenza umana. Fino a 2 miliardi dei quasi 8 miliardi di persone sul pianeta affrontano quest’anno un’insicurezza alimentare che, se non sarà urgentemente risolta, si trasformerà rapidamente in fame e poi in carestia per un quarto dell’umanità. Benché le sanzioni imposte alla Russia e l’impatto della guerra in Ucraina abbiano aggravato la crisi, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento alimentare ed energetico, l’idea che la crisi economica sia stata causata dalla guerra ignora semplicemente la realtà. La fine della guerra non porrà fine al collasso dell’intero sistema finanziario occidentale”.

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