BI24_2010/2020_DAL CAPOLUOGO/3. Il grande talento per il teatro, della classe terza F dell’Istituto San Francesco d’Assisi

La classe terza F dell’Istituto Comprensivo San Francesco d’Assisi di Biella, coinvolta nel progetto di “Outdoor Education” iniziato dalla professoressa Chiara Verrua in piena pandemia, sostenuto dall’assessore all’istruzione pubblica e politiche giovanili, ha concluso l’anno scolastico in modo straordinario e in luogo speciale. Nella loro classe a cielo aperto nei giardini del Palazzo Bruno Ferrero – frequentata regolarmente durante l’anno scolastico – hanno allestito un vero e proprio teatro di strada fatto da un gazebo, stendardi e cartelloni artistici.
Così, per oltre un’ora e mezza, di fronte a famiglie, amici e passanti, la classe ha portato in scena pezzi teatrali e poesie studiate durante l’anno scolastico. Da Goldoni a Pirandello, da Becket a Manzoni, con abiti e scenografie curate e realizzate dagli studenti, per poi immergersi nella poesia più intima con Leopardi, Foscolo, Ungaretti, Primo Levi. In più, accompagnati da colonne sonore scelte dai ragazzi, alcune studentesse hanno perfino creato un rap da fare invidia a Fiorello, reinterpretando “San Martino” di Carducci.
E’ stato un momento emozionante per tutti, soprattutto scoprire che non era mai stata fatta una prova generale. Tutto a braccio, di improvvisazione, eppure i ragazzi erano così sicuri e coinvolti. Le lezioni di letteratura vengono fatte in una modalità didattica alternativa e sono riuscite a sviluppare nei ragazzi tante e belle competenze: presentatori, attori, scenografi, costumisti. I protagonisti sono stati davvero loro, gli allievi della Preside Monica Pisu, che vuole portare in tutto il suo Istituto Comprensivo la didattica Outdoor!
Anche se il tempo non è stato clemente, i ragazzi hanno portato a termine la loro performance all’interno di una delle splendide sale di Palazzo Ferrero.
E’ stato bello vedere ragazzi di 13 anni immersi così nella letteratura: una letteratura studiata non solo per essere verificata, ma per essere sentita, interpretata, condivisa, celebrata e quindi ricordata, forse anche per tutta la vita.

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