BI24_2010/2020_DALLA VALLE ELVO. Pollone: in questi giorni, Comune e Prefetto hanno dato l’ok ai volontari per il “Controllo di vicinato”

Ormai da tempo, il ‘tranquillo e placido’ territorio biellese, soprattutto quello dei comuni più piccoli, sta vivendo quello che, vent’anni fa, accadeva ai paesini delle province di Varese e Como: l’assalto quasi quotidiano dei cosiddetti “pendolari del furto”, ossia quei delinquenti di professione, che ogni giorno partono da Milano o da Torino, per ‘battere’ le piccole periferie in cerca di colpi da mettere a segno. Un attacco che, ad ogni furto andato a segno, lascia la comunità più fragile, più spaventata, più vulnerabile.
Ecco perché, anche tanti altri comuni biellesi, dovrebbero prendere subito (e velocemente) esempio da Pollone, dove in questi giorni, l’Amministrazione e la Prefettura, hanno riconosciuto ed ufficializzato, il gruppo di residenti che dovranno e, soprattutto, potranno, occuparsi della sicurezza del loro paese. Qualche anno fa ci aveva provato anche Mongrando, poi la cosa era finita in naftalina; ora è Pollone a dare il giusto esempio e questa volta deve diventare un “modello” da esportare in tutto il Territorio. Per ché serve.
Di fatto, i volontari pollonesi non diventato ‘sceriffi’ o ‘vigilantes’, ma avranno il diritto/dovere di tenere gli occhi bene aperti e, soprattutto, di insegnare a farlo anche ai loro vicini di casa: non per nulla, nelle province di Varese e Como di cui si parlava prima, la vita dei ladri è diventata decisamente più difficile, quando il lavoro comune dei cittadini, la presenza di tante telecamere ‘private’ in più e, soprattutto l’intervento fulmineo delle Forze dell’Ordine di fronte alle segnalazioni dei volontari, hanno cominciato a sbarrare loro la strada.

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