BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La Cina dice al G7 di smettere di fare i bulli e di risolvere i propri problemi”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Nel maggio scorso, i ministri degli Esteri del G7 hanno rilasciato una dichiarazione offensiva nei confronti della Cina, alla quale Pechino ha dato una risposta rapida e pungente. Il G7 “esorta risolutamente la Russia a fermare l’aggressione militare contro l’Ucraina” e alla Cina di “non assistere la Russia nella sua guerra di aggressione” o “minare le sanzioni imposte alla Russia”. Intima a Pechino di “desistere dall’impegnarsi nella manipolazione delle informazioni, nella disinformazione e in altri mezzi per legittimare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”.
Ad una conferenza stampa tenutasi il lunedì successivo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha criticato le “assurde accuse che non vale nemmeno la pena di confutare” fatte dal Gruppo dei Sette. Il governo cinese, a sua volta, ha invitato il G7 a “sostenere il sistema internazionale fondato sulle Nazioni Unite, l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali”. A questo proposito, ha proseguito, il G7 dovrebbe “rispettare la sovranità della Cina, smettere di denigrarla o di intromettersi nei suoi affari interni in qualsiasi forma e smettere di intimidire gli altri paesi con le regole della propria cricca”.
Invece di fomentare conflitti, ha proseguito, il G7 dovrebbe “agire nell’interesse della pace e dello sviluppo mondiale, a smettere di applicare standard doppi o multipli, smettere di inviare aerei militari e navi da guerra alle porte di altri paesi per mostrare i muscoli in ogni occasione, smettere di istigare in modo sconsiderato rivoluzioni colorate in altri paesi, nonché smettere di ricorrere arbitrariamente a sanzioni illegali o ad estendere la propria giurisdizione e smettere di fabbricare e diffondere bugie e voci sulla Cina”.
Inoltre, il G7 è chiamato a contribuire alla promozione dello sviluppo economico nel mondo “invece di aggrapparsi alla mentalità della Guerra Fredda e a pregiudizi ideologici, perseguendo la politica di gruppo della ‘piccola cricca’, creando scontri e divisioni e diffondendo il caos nel mondo”. mI ministri dei sette paesi presumibilmente – aggiungiamo noi – più ricchi del mondo, non hanno ancora capito o semplicemente si rifiutano di riconoscere che i “bei tempi andati”, quando gli ordini impartiti da Washington, Londra e dalle altre capitali europee venivano presi sul serio, sono definitivamente finiti.

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