BI24_2010/2020_DALL’OSPEDALE. Dal carcere alle cure paliative: l’Asl punta tutto sulla “Telemedicina”, dopo… l’esame covid

Implementare l’utilizzo della telemedicina in alcuni dei servizi territoriali e domiciliari dell’Asl di Biella: questo lo scopo del percorso di formazione-intervento attivato dall’Azienda Sanitaria con il supporto di Cermias (Centro di Ricerche e Studi in Management Sanitario) dell’Università Cattolica di Milano. Il progetto “Riprogettare i processi dell’assistenza territoriale attraverso la telemedicina: strumenti di analisi e soluzioni progettuali” prevedeva una serie di incontri, iniziati nel 2020 e terminati nelle scorse settimane, con il coinvolgimento dei professionisti dell’Asl Biella (dirigenti, medici specialisti e infermieri) e di un Medico di Medicina Generale per tre macro servizi: Televisita per persone diabetiche a domicilio, Telemedicina per la Casa Circondariale, Telemedicina e Cure Palliative.
Già prima dell’emergenza Covid, l’Asl aveva chiesto il supporto metodologico di Cerimas per definire, insieme al Distretto di Biella e alla Formazione e Sviluppo Risorse Umane, un percorso multiprofessionale finalizzato all’implementazione futura della telemedicina nei servizi territoriali e domiciliari, a favore di assistiti e operatori stessi in ottica di perfezionamento delle modalità di assistenza. Il gruppo di lavoro composto da diverse figure professionali ha così condotto la progettazione e la preparazione dell’integrazione sperimentale di tre percorsi di telemedicina: uno dedicato alle cure domiciliari per pazienti diabetici, uno per i pazienti diabetici presso la Casa Circondariale e uno sulle cure palliative simultanee per pazienti oncologici.
Il progetto, iniziato nell’ottobre 2020 con il workshop di avvio e la presentazione agli stakeholder interni ed esterni (per esempio consorzi socioassistenziali, rappresentanti dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta), ha impegnato il gruppo di lavoro in diversi incontri a distanza, anche lungo il 2021, e in approfondimenti individuali e in gruppo tra un incontro e l’altro, terminando nella primavera 2022 con gli ultimi due incontri online e il workshop finale in presenza. Durante il workshop finale del progetto, svoltosi nell’Aula Monte Mucrone dell’Ospedale di Biella, i partecipanti ai gruppi di lavoro, supportati da Antonella Cifalinò di Cerimas, hanno illustrato l’evoluzione del percorso di formazione-intervento sulla telemedicina, delineato gli scenari attuali e quelli previsti con l’introduzione di tale modalità, oltre a presentare i risultati dell’analisi, finalizzata a un’eventuale implementazione di televisite, teleconsulti e telecollaborazioni per alcune attività specifiche.
Per quanto riguarda la parte di competenza della S.S. Formazione e Sviluppo Risorse Umane dell’Asl Biella, l’iniziativa è stata curata dal Responsabile Vincenzo Alastra e da Francesca Menegon. Barbara Bragante, Direttore di Distretto e Referente Aziendale per la Telemedicina, commenta la valenza del progetto e, nel complesso, dell’implementazione della medicina a distanza. «La telemedicina è un’occasione di sviluppo da non perdere – sottolinea Bragante – L’Asl di Biella si è attivata da tempo per un’efficace integrazione tra Ospedale e territorio e, attraverso le nuove tecnologie previste dalla medicina a distanza, potrà essere a fianco dei pazienti più fragili anche a domicilio. La recente pandemia ci ha dimostrato quanto sia importante essere pronti ad accogliere le innovazioni e a svilupparle sul territorio. Il progetto avviato con il supporto di Cerimas si inserisce proprio in questo contesto, per una corretta e tempestiva preparazione dei nostri operatori in vista delle prossime sfide a beneficio della popolazione biellese».
_Televisita per persone diabetiche a domicilio
Tale ambito del progetto è stato dedicato alle persone diabetiche con età superiore ai 65 anni, in terapia con insulina e in condizioni di fragilità sociale e familiare, con difficoltà di trasporto in ospedale, al fine di garantire loro visite periodiche attraverso la costruzione di un “ambulatorio virtuale”. Ambulatorio che da una parte vede l’utilizzo di strumenti telematici (PC portatile e dispositivo per la lettura e registrazione dei valori glicemici) e dall’altra, la presenza dell’infermiere di famiglia e comunità accanto alla persona assistita durante la televisita per creare un “ponte” con il diabetologo in ospedale. L’infermiere prepara la persona alla televisita organizzando le informazioni necessarie alla stessa e la supporta durante il collegamento video con lo specialista, a cui può partecipare anche il Medico di Medicina Generale del paziente. I benefici di questa modalità sono l’esecuzione della visita specialistica eseguita in sicurezza senza la necessità di doversi recare in ospedale, la presenza di un infermiere di riferimento accanto alla persona assistita, la possibilità di riconciliazioni terapeutiche immediate e di interventi di monitoraggio delle condizioni generali e di educazione terapeutica da parte dell’infermiere nel tempo.
Professionisti coinvolti. Barbara Bragante, Direttore S.C. Distretto e Referente Aziendale per la Telemedicina; Rita Graziella Guarnieri, Responsabile facente funzione S.S.D. Diabetologia ed Endocrinologia; Sergio Grubich, Responsabile Assistenziale Dipartimento-Area Territoriale; Ivana Bernardi, Coordinatore Infermieristico Cure Primarie Distretto (Cossato); Rosalia Buttà, Coordinatore Infermieristico Cure Primarie Distretto (Biella); Miriana Miotto, Infermiere di Famiglia e Comunità; Matilde Rolfo, Coordinatrice Diabetologia e Farmacia; Elvira Zampese, Direttore S.C. Amministrazione e Controllo.
_Telemedicina per la Casa Circondariale
Questa parte del progetto prevedeva un’attività di teleconsulto tra medici in forza alla Casa Circondariale di Biella e specialisti del presidio ospedaliero dell’Asl. A partire dalla collaborazione già precedentemente attiva per i pazienti diabetici tra Casa Circondariale e Diabetologia ed Endocrinologia, è stata studiata la possibilità di teleconsulto anche per altre specialità cliniche (tra cui Cardiologia, Dermatologia, Urologia e Pneumologia), per mettere a punto una tempestività di risposta su quesiti diagnostici, un minor impegno di risorse e un minor disagio dovuto al trasporto in Ospedale dei detenuti.
Professionisti coinvolti. Barbara Bragante, Direttore S.C. Distretto e Referente Aziendale per la Telemedicina; Erica Pizzato, Referente Aziendale per la Sanità Penitenziaria; Sergio Grubich, Responsabile Assistenziale Dipartimento-Area Territoriale; Lorena Mosca, Coordinatore Casa Circondariale di Biella.
_Telemedicina e Cure Palliative
Questa specifica iniziativa aveva lo scopo di migliorare l’integrazione tra Ospedale (in particolare la S.C. Oncologia), territorio (Medici di Medicina Generale, infermieri delle cure domiciliari) e la S.S. Cure Palliative. L’iter prevede che il primo contatto fra la persona assistita, la famiglia e l’équipe delle Cure Palliative avvenga sempre in presenza; una volta noti, i pazienti potrebbero quindi aderire a prestazioni da remoto in telemedicina, per soggetti con neoplasia delle vie digestive e/o con neoplasia polmonare sulla base di determinati possibili scenari operativi. Il primo prevede che il Medico di Medicina Generale e l’infermiere delle cure domiciliari all’abitazione del paziente siano connessi da remoto con il medico e l’infermiere delle Cure Palliative, mentre il secondo prevede che il medico e l’infermiere delle Cure Palliative e/o il Medico di Medicina Generale e l’infermiere delle cure domiciliari del paziente siano connessi da remoto all’abitazione con il medico specialista ospedaliero (oncologo o altro specialista). Tra i vantaggi attesi, la riduzione del rischio di over treatment per il paziente e degli accessi evitabili in ospedale, oltre che la diminuzione del rischio di frammentazione del percorso diagnostico terapeutico.
Professionisti coinvolti. Barbara Bragante, Direttore S.C. Distretto e Referente Aziendale per la Telemedicina; Sergio Grubich, Responsabile Assistenziale Dipartimento-Area Territoriale; Luca Marinone, Responsabile S.S. Cure Palliative; Francesco Gallio, Medico di Medicina Generale; Chiara Bider, Coordinatore Cure Palliative; Mara Rutigliano, Infermiera Territorio; Valentina Rattone, Infermiera S.S. Cure Palliative; Barbara Carisio, Care Manager Territorio.
Esperti di Cerismas. Antonella Cifalinò, Professore associato Università Cattolica del Sacro Cuore e Vicedirettore Cerimas; Fabrizio Massimo Ferrara, Professore a contratto Informatica e Sistemi Informativi Università Cattolica del Sacro Cuore; Stefano Villa, Professore associato Economia Aziendale Università Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile Cerimas dell’Operations Management.

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