BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “I punti deboli della proposta di pace italiana…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Il cambiamento di umore dell’opinione pubblica, sempre più consapevole del pericolo di una nuova guerra mondiale e confortata dalla forte critica rivolta alla Nato da parte del Papa, ha spinto il governo italiano, appoggiato da Francia e Germania, a proporre un’iniziativa di pace. Il 18 maggio Luigi di Maio ha presentato al segretario generale dell’Onu Antonio Guterrez un piano in quattro punti, l’elemento più interessante del quale è la proposta per un “accordo multilaterale che possa garantire la pace e la sicurezza in Europa”. È un passo verso la richiesta avanzata da Mosca nel dicembre scorso con le bozze di accordo inviate agli Usa e alla Nato e da questi snobbate.
Tuttavia, questo è l’ultimo dei quattro punti mentre dovrebbe essere il primo. Raggiunto un tale accordo, il conflitto in Ucraina può essere facilmente ricomposto, trattandosi di una guerra per procura tra Usa-Nato e Russia. Stando a quanto riferito da alcuni mass media, il primo passo consisterebbe in un cessate il fuoco e nella demilitarizzazione della linea del fronte per preparare il terreno ai colloqui e alla cessazione finale delle ostilità. Il secondo passo starebbe nel garantire la sicurezza di un’Ucraina neutrale con accordi internazionali da discutere in una conferenza di pace internazionale. Il terzo punto è costituito da un accordo bilaterale tra Russia e Ucraina sullo status della Crimea e del Donbass (in particolare delle repubbliche di Donetsk e Lugansk), riguardante sovranità, controllo territoriale, sistemi legislativi e costituzionali, ecc…
Infine, c’è la proposta di un accordo multilaterale di sicurezza che coinvolga l’Osce. Si tratta di ridefinire gli equilibri internazionali, partendo dai rapporti tra l’Ue e Mosca, e di discutere la stabilità strategica, il disarmo, la prevenzione dei conflitti e misure di confidence-building. Si propone di porre i quattro passi sotto la supervisione di un organismo creato ad hoc, l’International Facilitation Group, composto da nazioni e organizzazioni internazionali tra cui Onu e Ue. Tra le nazioni si fa il nome di Francia, Germania, Italia, Turchia, Usa, Cina, Canada, Regno Unito, Polonia e Israele. Ci si chiede come paesi cobelligeranti, in particolare Usa e Regno Unito, ma anche tutti gli altri tranne Cina, possano far parte di tale organismo.
In ogni caso, a prescindere delle possibilità di successo, il piano è un timido tentativo di smarcarsi dall’intenzione di “combattere fino all’ultimo ucraino” manifestata da Londra e Washington. È indicativo che, mentre il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov a distanza di alcuni giorni ha dichiarato di non aver ancora esaminato il piano, esso sia già stato bocciato “a prescindere” da Kiev e Bruxelles. Josep Borrell ha dichiarato che “prima devono ritirarsi gli occupanti” e la viceministra degli Esteri ucraina Emine Dhzaparova ha dichiarato che “l’integrità territoriale e la sovranità non sono negoziabili”.

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