BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/1. Dago, Lega: “Fabbisogno energetico: puntiamo su biomasse, idroelettrico, fotovoltaico e idrogeno”

Illustrato in Quinta commissione Ambiente l’ultimo rapporto statistico sull’energia in Piemonte correlato al Pear, il Piano energetico ambientale regionale già approvato negli scorsi mesi dall’aula di Palazzo Lascaris.
“In un momento segnato da tensioni internazionali mai così imprevedibili – commenta il leghista Angelo Dago – abbiamo dovuto prendere atto di come il nostro Piemonte dipenda ad oggi per l’85% da approvvigionamenti energetici extraregionali. Si tratta innanzitutto di importazioni di fonti fossili e in particolare di gas naturale, il combustibile che più di tutti sta subendo le fluttuazioni in termini di costi e forniture provocate dalla guerra in Ucraina. Sull’altro fronte, la produzione interna si limita al 14,4% ed è quasi interamente garantita da fonti rinnovabili. Basta osservare questo sbilanciamento per capire quanto il Piemonte abbia bisogno di scelte alternative e coraggiose per avvicinarsi il più possibile all’indipendenza energetica, obiettivo per altro chiaramente richiamato all’interno del Pear”.
“Nella complessità di questo quadro, al quale si aggiungono le incertezze portate dagli scenari internazionali – continua Dago -, dobbiamo accantonare certi totem dell’ecologismo più dogmatico e puntare davvero sulle fonti capaci di essere una reale alternativa a quelle tradizionali, anche investendo su progetti innovativi come l’idrogeno. L’eolico, storico cavallo di battaglia di chi invoca una Terra a zero emissioni, ha un contributo quasi irrilevante alla produzione delle rinnovabili in Piemonte, con appena 2 ChiloTep all’anno. Peggio va con la geotermia, altra panacea ambientalista di tutti i mali, con una produzione di un solo ChiloTep all’anno. Di converso, le centrali a biomassa ne garantiscono 889, quelle idroelettriche 626 e i parchi fotovoltaici 176”.
“E’ su queste infrastrutture – fa notare Dago – che il Piemonte deve puntare per costruire un futuro sostenibile e indipendente, insieme appunto con il piano per la realizzazione della ‘Hydrogen Valley’ che potrebbe passare anche attraverso il mio Vercellese. E come chiesto in un ordine del giorno presentato dalla Lega e approvato a Palazzo Lascaris, non dobbiamo scartare aprioristicamente nessuna alternativa offerta dalla scienza che sia funzionale e sicura”. “Il Piemonte può comunque contare su uno strumento moderno e ambizioso qual è appunto il Pear – conclude Dago – che fissa al 27,5% il ricorso delle rinnovabili entro il 2030. Un’asticella che oggi abbiamo anche la possibilità di alzare, ad esempio ampliando il numero di bacini di riserva idrica da utilizzare anche per la produzione di elettricità ed efficientando il rendimento di quelli già esistenti”.

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