BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. I consiglieri Dem: “Ambiente: il centrodestra approva una legge che apre alla speculazione”

L’Aula di Palazzo Lascaris, grazie all’ennesimo contingentamento dei tempi al quale il centrodestra continua a fare ricorso su qualsiasi provvedimento, forzando il Regolamento e minando rapporti e dialogo con le opposizioni, ha approvato una legge che annuncia semplificazioni in materia edilizia, ma che, nella realtà, prevede una deregolazione delle norme in materia che rischia di aprire a speculazioni e ricorsi giudiziari il sistema edilizio piemontese. L’idea di incentivare le ristrutturazioni per salvaguardare il suolo vergine è positiva ed era già alla base della legge 16/2018. Per questo abbiamo fino all’ultimo lottato per migliorarla. Ma bisogna porre dei paletti: non possiamo pensare di consentire il recupero a fini abitativi di locali alti 2 metri! Non ha senso prevedere che si possa abbassare fino a 2,40 metri o 2,20 metri le altezze delle abitazioni se costruite prima del 1975: si sta aprendo a speculazioni che nulla hanno a che fare col recupero edilizio. Molte di queste previsioni presentano profili di contrasto con la normativa nazionale e sanitaria e sono destinate a restare lettera morta o a dare la stura a ricorsi e incertezze giuridiche, l’ultima cosa di cui il mercato ha bisogno. La sfida vera è però è mettere mano alla legge 56 del 1977 sull’urbanistica, se vogliamo davvero sostenere i comuni nel governo del loro territorio e rilanciare il settore guardando al futuro. Con queste norme, si svuotano di contenuto i piani regolatori e si tagliano fuori i Comuni” dichiarano il Vicepresidente del Consiglio regionale Pd e il Consigliere regionale Pd espressione della Provincia di Cuneo, relatore di minoranza del provvedimento.
“La legge sull’edilizia voluta dal centrodestra – proseguono gli esponenti dem – è un “liberi tutti”, una legislazione sul modello di quella degli anni ’60 e ’70 che ha contribuito a creare disastri ambientali che continuiamo a scontare”. “Abbiamo provato, attraverso la presentazione di emendamenti correttivi e attraverso un dialogo costruttivo, a opporci a una norma che rappresenterà un vero rischio per il Piemonte. Il Partito Democratico ha sottolineato più volte, nel corso della discussione, l’importanza di evitare un’edilizia selvaggia e insostenibile, ma siamo rimasti inascoltati. Continueremo, in ogni sede possibile, a batterci per preservare il nostro patrimonio naturale e il paesaggio, a lottare contro il consumo sconsiderato del suolo, a chiedere che le aree industriali dismesse vengano riconvertite. Continueremo a opporci a tutti quei progetti che mettono a rischio l’ambiente” concludono i Consiglieri regionali Pd.

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