BI24_2010/2020_DAL FONDO EDO TEMPIA. Le opere di ‘GenomicArt’ a Napoli, ospiti del progetto “Art and science across Italy”

Le dodici opere del progetto GenomicArt saranno ospiti da venerdì 13 maggio al Museo archeologico nazionale di Napoli, dove avrà luogo la mostra finale di “Art and science across Italy”, iniziativa organizzata dall’Istituto nazionale di fisica nucleare in collaborazione con il Cern di Ginevra. Vi hanno partecipato oltre seimila studenti delle scuole superiori di dieci regioni, che hanno realizzato 1200 lavori. I migliori, sei scelti per ognuna delle dodici tappe organizzate in varie città italiane, saranno al centro dell’esposizione. Ma nelle stanze del museo napoletano ci sarà spazio anche per le realizzazioni delle ricercatrici biellesi, cuore dell’iniziativa che ha legato arte e scienza e che ha dato vita a una serie di accessori, decorati con i motivi e i colori delle opere, grazie ai quali sono stati raccolti fondi per finanziare gli studi sui tumori portati avanti nel laboratorio di genomica.
Del resto la filosofia di GenomicArt è in linea con quella del progetto dedicato alle scuole italiane: «In molte opere» ha commentato Pierluigi Paolucci, ricercatore di Infn e Cern e coordinatore dell’iniziativa «abbiamo visto quella creatività alla quale abbiamo puntato sin dal primo giorno nel lontano 2015. L’esperienza maturata da 110 ricercatori nel raccontare la scienza e da circa 350 docenti nel coordinare il lavoro dei ragazzi ha chiaramente mostrato i suoi frutti». Parlare di scienza in un modo differente è stato proprio il principio ispiratore di GenomicArt, un’idea nata nelle pause pranzo delle ricercatrici che si sono ritrovate con l’arteterapeuta del Fondo Edo Tempia Giovanna Pepe Diaz e la psicologa del Progetto Bambini Isabella Graziola a riprodurre le immagini coloratissime di cellule al microscopio, trovate sulle copertine di vecchie riviste.
All’inaugurazione di venerdì saranno presenti due di loro, la responsabile del laboratorio di genomica Giovanna Chiorino e Ilaria Gregnanin, insieme all’arteterapeuta Giovanna Pepe Diaz. Potranno descrivere di persona le loro opere ai presenti: «Per noi è una bellissima occasione per far conoscere il nostro lavoro e il Fondo Edo Tempia in tutta Italia» dice Giovanna Chiorino. «In più Pierluigi Paolucci ci ha chiesto di partecipare alla quarta edizione del progetto, che partirà a ottobre. Dura due anni e prevede una serie di seminari divulgativi da fare nelle scuole superiori». Non si tratterebbe di una novità per le ricercatrici biellesi che nelle settimane passate, grazie al progetto Muse alla Lavagna della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, hanno portato GenomicArt in dieci classi delle scuole medie della provincia. (Nell’immagine allegata lo staff al completo del progetto GenomicArt: da sinistra Ilaria Gregnanin, Isabella Graziola, Giovanna Pepe Diaz, Giovanna Chiorino, Caterina Peraldo Neia, Maurizia Mello Grand e Paola Ostano)

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