BI24_2010/2020_DA “CITTA’STUDI”. Dal 7 aprile al 6 maggio, la biblioteca dell’ateneo ospita i “Manifesti” di Maurizio Corona

La biblioteca di Città Studi Biella ospiterà la mostra Manifesti di Maurizio Corona dal 7 aprile al 6 maggio 2022. Nel suo atelier di Villa Cernigliaro a Sordevolo l’artista ha realizzato nel 2020 cinque opere partendo da vecchi manifesti pubblicitari, sui quali è intervenuto con la tecnica del collage unita al sapiente uso di inchiostri e di oli. Nell’esposizione sarà presentata anche una serie di carte di piccolo formato, che riportano brevi frasi indistinte, scaturite da un flusso di coscienza volto a creare una narrazione surreale e al contempo poetica.
La mostra è accompagnata da una proposta di lettura dal titolo Bibliografia d’artista composta da testi e da film scelti da Maurizio Corona che hanno influenzato la sua poetica e la sua ricerca artistica. L’esposizione sarà visibile presso la Biblioteca di Città Studi, in Corso Pella 2b a Biella, dal 7 aprile al 6 maggio, dal lunedì al venerdì e negli orari 08.30 – 17.30. L’ingresso è libero e gratuito: si richiede tuttavia, in ottemperanza alle normative atte a limitare la diffusione del Covid-19, una prenotazione, da effettuarsi telefonando al numero 015 8551107.
Manifesti luminosi. Il naturalismo usa il realismo come mezzo, ma per Corona questo modo descrive solo la realtà visibile. L’artista non rinuncia alla rappresentazione, indipendente dal tempo e dal background ideologico, di idee astratte, si apre ai dettagli e alle nuove questioni scientifiche, sociali e metropolitane, con la biologia, ad esempio, instaura un legame profondo.
I suoi “Manifesti luminosi” a tecnica mista sembrano essere stati concretizzati in pochi attimi, in quell’istante in cui l’emozionalità è presente, prima che muti. Abbiamo così una sorta di “Naturalismo Astratto”, con sferzate di pennello ricche, sovrapposte, che attraversano le stratificazioni terrene e traforano la luce arrivano a mostrarci l’essenza di quella natura che anche se irreale, lo è nel concepimento del creato.
La teoria pittorica di Corona è infatti ricca di “Astrazione Visionaria” in quanto rappresentazione di soggetti non reali dipinti in modo che lo sembrino, una ricreazione delle leggi della metafisica nel descrivere luci e ombre, dettagli che seguono le regole della natura, inventati sulla carta prima che nella mente. Le forme rispettano le leggi della rappresentazione naturale, senza esserne copia, sono creazioni sempre originali.
Queste opere evolvono nell’astrazione, orientate verso una precisa ispirazione alla natura, cortecce, venature, superfici, asperità, la creazione su forme esistenti di ciò che non esiste in un distillato di autentica energia naturale. Da un racconto recente di Maurizio Corona su un viaggio con la famiglia a Mathausen emerge la riflessione sulla drammaticità di quei luoghi, di quanto la bellezza della natura in forma di quei certi frutti, si sia fatta osservare dai prigionieri del Campo: nella natura c’è un lato impassibile o consapevole?

Carlotta Cernigliaro, marzo 2022.
Cenni biografici. Maurizio Corona è nato a Biella nel 1952. Ha frequentato l’Accademia di Brera a Milano. Nel 1973 inizia la sua attività artistica. Del 1977 è la prima importante mostra fotografica al Kulturhuset di Stoccolma “Alberi di Natale nella notte di Natale”. Negli Anni 70 Corona si trova a Milano e condivide l’esperienza degli artisti e degli intellettuali di quel periodo storico. Significative le mostre del 1978 alle Gallerie: Il Diagramma a Milano, Forma a Genova, Paludetto aTorino e Wallner a Malmo nel 1980. La mostra allo Studio Grossetti di Milano lo fa conoscere a un pubblico più vasto e dopo questa esperienza si reca a Roma. Qui avviene l’incontro più significativo della sua giovane carriera, quello con Fabio Sargentini che riapre la storica galleria, l’Attico.
Nel 1983 presenta una mostra durante la quale incontra Achille Bonito Oliva. Collabora con Luigi de Ambrogi e Franco Toselli con il quale condivide esperienze e attività della Galleria. La formazione metropolitana si stringe su di lui e così si trasferisce a Corneliano sul fiume Adda. Successivamente Corona parte per coste ancora più isolate, sbarca a Domsjo in Svezia. Nonostante abbia lasciato il suo mondo, si sente estremamente vicino alle sue origini, ai suoi orizzonti. In questa nuova stagione artistica continua a lavorare sui luoghi della natura, vergini e immacolati da millenni. I lavori di Maurizio Corona sono presenti in Istituti italiani e internazionali, in cataloghi e libri presentati da critici e storici dell’arte. Attualmente vive e lavora tra la Svezia e l’Italia nel Biellese.

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