BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Canalis, Pd e Grimaldi, Luv: “Non autosufficienza e psichiatria: ancora tagli per le cure domiciliari…”

_Monica Canalis (consigliere regionale Pd)
_Marco Grimaldi (consigliere regionale Luv)

Prosegue lo stillicidio iniziato nel 2020. Calano i fondi regionali e il numero di persone non autosufficienti e malate psichiatriche seguite a domicilio nella città di Torino, nonostante l’allungamento delle liste d’attesa. L’invecchiamento della popolazione piemontese e la crisi economica delle famiglie, che spesso non possono permettersi la retta di una Rsa, non trovano risposte nel bilancio di previsione 2022 della Regione Piemonte. Infatti, a fronte di 11.121 piemontesi non autosufficienti, in lista d’attesa al 3.1.2022 per un progetto di assistenza domiciliare, la Giunta Cirio ha pensato bene di tagliare drasticamente il capitolo dedicato agli assegni di cura della città di Torino e al sostegno per la psichiatria (gruppi appartamento, comunità alloggio, assegni terapeutici e borse lavoro per la psichiatria).
I numeri parlano chiaro: il Fondo di coesione sociale, istituito in virtù della Legge regionale 1/2004, conosciuto anche come “fondo extra Lea”, prevedeva 55 milioni di euro nel 2019, 53 milioni nel 2020 e 50 milioni nel 2021. Nel 2022 la previsione è scesa addirittura a 45 milioni di euro, nella presentazione effettuata questa mattina in IV commissione consiliare. Dieci milioni in meno in tre anni sono un taglio che fa male perché colpisce persone gravemente malate e famiglie in difficoltà. Nell’Asl città di Torino le persone beneficiarie di assegni di cura erano 4.799 a fine 2019 e 4.672 a fine 2020. Cosa farà l’Asl città di Torino dei malati in lista d’attesa?
L’assessore Marrone ammette il taglio, ma sostiene che dipenda soprattutto dalla deliberazione 2021 sulla “psichiatria” e che troverà le risorse nei nuovi fondi Fse. Una rassicurazione che non ci può rasserenare: ci saremmo aspettati dal neo Assessore Marrone, che tra l’altro è torinese, una difesa della spesa storica sulla non autosufficienza a Torino, città nella quale nel 2003 è nata la sperimentazione di assistenza sociale e sanitaria a domicilio, poi replicata nelle altre Asl della Regione.
Considerando l’inflazione e il caro energia, aggiungiamo che la spesa storica avrebbe dovuto essere non solo difesa, ma anche aumentata. Viene invece confermato il disimpegno della Giunta Cirio sulle fragilità sociali, iniziato negli anni scorsi, con un particolare accanimento sulla città di Torino. Per il centrosinistra la domiciliarità delle cure è una priorità, non solo sociale ma anche sanitaria, e faremo di tutto per difenderla.

I commenti sono chiusi.