BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Ravetti e Canalis, Pd: “Peste suina: in commissione col Commissario straordinario, per cercare di arginarla”

Il problema della peste suina africana e della sua diffusione nei territori piemontesi sta diventando sempre più allarmante. Qualche giorno fa è stato illustrato da alcuni esponenti della Giunta regionale il progetto per realizzare una maxi recinzione lunga circa 270 km intorno all’”area infetta”, recinzione che, secondo le intenzioni, dovrebbe contenere la diffusione della malattia e in merito alla realizzazione della quale faccio mie le preoccupazioni dei Sindaci dei territori interessati che hanno chiesto informazioni e rassicurazioni in merito ai costi di realizzazione, di manutenzione, alla scelta del tracciato e, in particolare, all’effettiva efficacia” dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti.
“Per fare chiarezza sulla gestione del contrasto alla diffusione della malattia che coinvolge oltre la Regione, l’Unione Europea, i Ministeri competenti e moltissimi Enti Locali – prosegue il Consigliere Pd – è stata convocata, per giovedì prossimo, una seduta della III Commissione del Consiglio regionale per audire il direttore dell’Istituto Profilattico regionale, nominato recentemente Commissario straordinario per il contrasto alla diffusione della Psa. Vogliamo, infatti, poterci confrontare sul tema e capire che cosa è stato previsto per arginare questo morbo che sta piegando le nostre attività produttive”.
“Da anni – afferma la Vicepresidente della III Commissione del Consiglio regionale Monica Canalis – sollecitiamo un intervento più serio per contenere gli ungulati. I cinghiali in sovrannumero, infatti, possono diventare un veicolo della peste suina africana verso i suini da allevamento e un’ulteriore propagazione della malattia avrebbe gravissimi contraccolpi sulle 3.000 aziende piemontesi impegnate nel settore zootecnico suinicolo”.

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