BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Parte in salita la ‘Anti-Via della Seta’ di Ursula…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Nel tentativo di generare entusiasmo per il vertice UE-Africa che si è tenuta il 17 e 18 febbraio a Bruxelles, Ursula von der Leyen si è recata in Marocco e Senegal per pubblicizzare il progetto “Global Gateway”, che è nato per contrastare esplicitamente la Belt and Road Initiative della Cina. Il progetto, annunciato il 1° dicembre scorso, mira a mobilitare circa 300 miliardi di investimenti, pubblici e privati, in cinque anni, metà dei quali sarebbero destinati all’Africa. Tali fondi sarebbero indirizzati solo ad investimenti “sostenibili” e “smart”, in progetti “che rispettino i più alti standard sociali e ambientali, in linea con i valori democratici e le norme e gli standard internazionali”.
In altre parole, solo ai paesi e alle imprese che accettano l’”ordine basato sulle regole” e la politica di deindustrializzazione. Il 10 febbraio la von der Leyen ha tenuto una conferenza stampa assieme al Presidente senegalese Macky Sall, che è anche il presidente di turno dell’Unione Africana nel 2022. Annunciando il programma Africa-EU, la presidente della Commissione UE ha aggiunto che il Global Gateway affonda le proprie radici nei “valori… di trasparenza, sostenibilità, buona governance e interesse per il benessere del popolo”.
Non ha menzionato la decisione presa alla COP26 da venti paesi di cessare i finanziamenti a progetti di combustibili fossili privi di tecniche di cattura della CO2, ma lo ha fatto, indirettamente, Macky Sall. Dopo aver difeso a parole “la lotta contro il riscaldamento globale”, il presidente senegalese ha spiegato i motivi per cui il suo paese continuerà a “finanziare il gas naturale per sostenere l’industrializzazione dell’Africa e l’accesso universale all’elettricità, dato che oltre 600 milioni di africani ne sono ancora privi”, secondo quanto riferisce Le Monde. Il Senegal fa grande affidamento.

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