BI24_2010/2020_DALL’OSPEDALE. La storia di Luisa: cade da cavallo mentre è incinta. Bacino fratturato, ma i medici salvano sia lei che il bimbo

Una brutta caduta da cavallo, i soccorsi, il ricovero. Luisa Donato, biellese di 29 anni, aveva scoperto da pochi giorni di essere incinta di circa sette settimane quando ha subìto una frattura scomposta del bacino, lo scorso giugno in un maneggio di Masserano. L’incidente comportava come conseguenze una frattura da ricomporre in tempi rapidi per evitare conseguenze permanenti, ma anche i rischi per la salute del bambino. Grazie al coraggio della mamma e alle competenze multidisciplinari dell’Ospedale di Biella, la criticità si è conclusa con un lieto fine: Luisa ha partorito Riccardo, un bimbo vispo e in perfetta salute, e ha recuperato la piena mobilità nonostante la complessità dell’infortunio.
La neo mamma è stata seguita nei primissimi giorni e nel corso dei mesi da diversi reparti e servizi dell’Asl Biella: Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Radiologia Diagnostica, Fisica Sanitaria, Ostetricia e Ginecologia. La collaborazione e il supporto di tutte queste specialità è stata decisiva nella gestione del caso clinico. Non solo. Anche la rete e la sinergia tra eccellenze e professionalità biellesi e piemontesi hanno contribuito in maniera fondamentale.
In particolare la dottoressa Bianca Masturzo e il dottor Walter Daghino, rispettivamente Direttore di Ostetricia e Ginecologia e di Ortopedia e Traumatologia, sono arrivati a Biella provenienti dalla Città della Salute di Torino (Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna e Cto) raccogliendo la sfida di dirigere due Strutture biellesi portando professionalità e dimostrando grande motivazione. Anche grazie a questo, la paziente è stata assistita con i massimi standard senza mai doversi spostare dall’Ospedale dell’Asl Biella.
_IL RACCONTO DELLA NEO MAMMA
«Durante un allenamento ho avuto un incidente, il cavallo mi è caduto addosso e mi sono rotta il bacino in più punti, praticamente in concomitanza con la scoperta di essere incinta – ricorda Luisa ripercorrendo quei giorni – L’aspetto della mia gravidanza è stato immediatamente affrontato una volta arrivato in Ospedale a Biella, per via dalle gravità dell’accaduto. Il giorno dopo il ricovero sono stata operata per l’applicazione di un fissatore esterno al bacino e poi è stata fatta un’ecografia ginecologica».
«Il mio bambino stava bene e con l’équipe di Ostetricia e Ginecologia abbiamo condiviso l’idea di vedere come sarebbero andati i giorni successivi, vista la seconda operazione che avrei dovuto subire – continua – A seguito del secondo intervento sono state effettuate delle analisi per valutare la quantità di radiazioni cui ero stata esposta durante gli esami radiologici. Constatato che queste rientravano entro una certa soglia e grazie al sostegno dell’équipe ginecologica, ho quindi deciso di portare avanti la gravidanza. Ora io sono in piedi e Riccardo è nato sano e vivace». Nel corso della riabilitazione, Luisa è stata seguita da personale della Medicina Riabilitativa Asl Biella da un punto di vista di articolarità, deambulazione e rinforzo muscolare.
_LA SODDISFAZIONE DELLA DOTTORESSA BIANCA MASTURZO
Bianca Masturzo, Direttore Ostetricia e Ginecologia Asl Biella, afferma che «la storia di Riccardo è una grande vittoria di collaborazione tra più professionalità. Riccardo a sette settimane si è trovato in un “terremoto” fisico perché ha dovuto affrontare una serie di analisi importanti, visto il trauma del bacino riportato dalla mamma. La condivisione tra la nostra équipe, Ortopedia e Traumatologia e Radiologia Diagnostica è stata strutturata in modo da quantificare l’impatto delle proiezioni radiologiche effettuate e condurre una ricerca nella letteratura scientifica per valutare i rischi.
Insieme a Luisa, che è una mamma estremamente coraggiosa, abbiamo svolto più counselling e quindi condiviso la scelta di procedere con la gravidanza, durante la quale abbiamo offerto un percorso con ecografie di secondo livello e uno studio approfondito del caso clinico. In questo modo abbiamo avuto tutti gli elementi per dire che i rischi erano contenuti. Luisa quindi ha saputo comprendere i margini di sicurezza prospettati. Le è stata proposta una diagnosi prenatale e Riccardo ha sempre risposto positivamente. Il percorso è terminato con un parto cesareo con la nascita di un bambino bellissimo. Una vittoria di tutti in una sfera emotiva forte».
«In questo percorso è stato fondamentale anche l’apporto umano da parte del personale ostetrico, oltre alla presa in carico del neonato da parte del reparto di Neonatologia, che ha valutato lo stato fisico del piccolo alla nascita e rassicurato la mamma dopo tutte le apprensioni – aggiunge Masturzo – Il Dipartimento Materno Infantile è un punto di forza di questo Ospedale».
_IL COMMENTO DEGLI ALTRI SPECIALISTI
Walter Daghino e Felix Alberto Rossato Zanin, rispettivamente Direttore e dirigente medico dell’Ortopedia e Traumatologia Asl Biella, spiegano che «nella tipologia di intervento in questione è necessario eseguire delle proiezioni radiologiche per assicurare una corretta riduzione della frattura e questo poteva comportare una problematica per il bambino. Sono quindi state fatte delle valutazioni in collaborazione con la Fisica Sanitaria e la paziente è stata informata dei rischi.
L’intervento al bacino è stato programmato comunque perché la paziente altrimenti avrebbe avuto un’invalidità importante per l’intera vita: l’operazione di sistemazione del bacino della donna, avvenuta all’Ospedale di Biella, è stata condotta con la partecipazione del professor Alessandro Massè, Direttore del reparto di Ortopedia e Traumatologia Universitaria del Centro Traumatologico Ortopedico (Cto) di Torino. La paziente è stata ben consigliata e ha deciso di proseguire la gravidanza». Si è trattato di un caso eccezionale visto che la mamma si trovava nelle prime settimane di gravidanza quando ha dovuto sottoporsi a un intervento importante di ricostruzione del bacino.
Arrivata in Ospedale a Biella, Luisa ha passato i primi giorni in Rianimazione. «Prima di essere trattata in Alta Intensità Chirurgica, la donna è rimasta ricoverata da noi per circa una settimana – dicono Umberto Colageo, Responsabile Rianimazione, e la collega Alessandra Paggioro – È una gioia raccontare questo caso impegnativo che si è risolto in maniera splendida. Quello che è successo è la sintesi del nostro desiderio di contribuire al benessere delle persone, studiando e applicandoci per anni. Un chiaro esempio di terapia multidisciplinare, con la collaborazione di specialisti a livello regionale. È bello sapere che la signora ricorda i gesti di attenzione e di delicatezza delle persone che l’hanno aiutata in un periodo difficile. Il rapporto umano resta fondamentale nel nostro lavoro».
«La storia di Luisa evidenzia l’importanza della sinergia e del confronto tra le professionalità presenti all’interno dell’Asl Biella in un’ottica di multidisciplinarietà, oltre che il valore aggiunto rappresentato dalla rete regionale che permette di impiegare le competenze di specialisti di alto profilo su tutto il territorio – commenta il Direttore Sanitario Claudio Sasso – Tutto questo a beneficio della comunità biellese e per rispondere con alti standard qualitativi ai bisogni di salute della cittadinanza».

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