BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE. Grimaldi, Luv e Valle, Pd: “Case di comunità: nella proposta di delibera manca l’analisi dei bisogni…”

Case di comunità, Grimaldi (LUV) e Valle (PD): Nella proposta di delibera manca l’analisi dei bisogni di salute della popolazione e delle infrastrutture esistenti e dei servizi offerti. Non si considera il fabbisogno di personale, rischiando di costruire grosse scatole vuote. “È mancata una ricognizione del fabbisogno di personale medico e infermieristico di tutti i territori, che è fondamentale per elaborare eventuali piani di assunzioni per rendere le nuove strutture a tutti gli effetti dei presidi territoriali che rispondono ai bisogni della popolazione” – dichiarano il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, e il Vicepresidente del Consiglio Regionale, Daniele Valle, a seguito della IV Commissione dedicata alla proposta di DGR di “Approvazione della programmazione relativa alle strutture di prossimità e intermedie nelle Aziende Sanitarie Locali: localizzazione dei siti delle Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali”.
“Abbiamo sempre detto che individuare e avviare le nuove Case di comunità non è un atto formale” – proseguono Grimaldi e Valle – “che non basta cambiare nome a presidi già esistenti, ma per ogni situazione specifica andavano valutate le migliori opportunità e gli spazi più adeguati. Il rischio è quello di fare una mera operazione di manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare delle Asl. E non era questo l’obbiettivo. “Per questo continua a sembrarci irrazionale la scelta di tenere fuori il Maria Adelaide, privilegiando invece il Poliambulatorio di Lungo Dora Savona. Non possiamo non notare l’assenza di strutture su Lucento Vallette, come poteva essere l’ex Superga di via Verolengo. Anche il caso di Villanova D’Asti merita approfondimento, la struttura esistente versa in uno stato di grave degrado”.
“Non solo serve rispondere alle necessità dei territori” – continuano Grimaldi e Valle – “ma anche tenere conto delle eccellenze e delle professionalità specialistiche consolidatesi negli anni. Perché dunque non immaginare che ogni Casa di comunità possa avere il suo punto di forza in una specializzazione?”. “In definitiva – concludono – è necessario ricostruire le ragioni delle scelte presentate oggi, con un lavoro di analisi che necessita approfondimento e volontà di confronto, anche con le rappresentanze degli eell e sindacali, per fugare il sospetto che si sia trattato di scelte più politiche che tecniche. Staremo a vedere se ci sarà questa disponibilità”.

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