BI24_2010/2020_DAL CAPOLUOGO. Il lavoro della Giunta al giro di boa: dal bando sulla Rigenerazione Urbana alle Funivie di Oropa

La pandemia non può e non deve diventare un alibi, ma di certo non possiamo dimenticarci di aver vissuto due anni assolutamente straordinari, impensabili, in cui abbiamo fornito risposte immediate per risolvere le emergenze scaturite dalla crisi sanitaria; cercando allo stesso tempo di portare comunque avanti dei progetti per dare un futuro e una nuova veste alla nostra città”.
Sono stati due anni e mezzo difficili per l’amministrazione della Città di Biella, ma il sindaco Claudio Corradino e la sua giunta non hanno mai smesso di rimboccarsi le maniche. Nel mare magnum dell’attività svolta uno dei passaggi più ambiziosi riguardava il bando di “Rigenerazione urbana” volto alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale. “Siamo riusciti ad ottenere 18,5 milioni di euro grazie ai quali potremo intervenire nella sede comunale di “Palazzo Pella”; sull'”Ex-biblioteca” in via Pietro Micca; sulla “Palazzina Piacenza”; al polo per l’infanzia di “Pavignano”; nelle Scuole Primarie “Edmondo De Amicis”, “Crosa”, “Pietro Micca” e in quella Secondaria I grado “San Francesco”; a “Villa Macchi”; nella piscina “Rivetti”: nel bocciodromo comunale; per il campo da rugby comunale e per finire allo stadio Comunale e sulla pista di atletica. Tutti progetti in grado nei prossimi anni di cambiare il volto della città”.
Altri due capitoli importanti riguardano Seab e la funivia di Oropa. “Abbiamo salvato Seab senza che ciò andasse a scapito del bilancio comunale: anche in questa occasione rispondendo con i fatti, dando una risposta pronta alla cittadinanza e non speculando, come purtroppo hanno fatto alcuni partiti e movimenti politici”. La piena funzionalità dell’impianto funiviario di Oropa è un elemento imprescindibile per lo sviluppo turistico del territorio. Per questo motivo l’approvazione della delibera necessaria per la stipulazione dell’atto pubblico relativo al diritto di superficie, che ha permesso al Comune di diventare ufficialmente dal 2 febbraio il proprietario dell’impianto, rappresenta un primo passo fondamentale nel lungo iter che dovrà portare al ripristino della Funivia. Due milioni verranno stanziati dalla Regione Piemonte e tre dal Comune, mentre la Provincia contribuirà con il pagamento degli interessi, stimati in 600mila euro e distribuiti nell’arco temporale di vent’anni.
“Nel cuore di una pandemia abbiamo organizzato tanto, forse più che in anni passati: il supporto per la riuscita della V Incoronazione della nostra Madonna di Oropa, abbiamo ospitato il Giro d’Italia, il Forum delle città creative Unesco e ancora gli eventi di Biella Città Alpina, fino ad aggiudicarci il titolo di Comunità Europea dello Sport 2023”. Altri passi in avanti sono stati fatti per ridare alla città il Forno Crematorio (in fase di apertura delle buste per il bando); è stato pubblicato il nuovo regolamento di Polizia Urbana e presto si potrà avere una piazza Vittorio Veneto rinnovata, senza dimenticare il lavoro di cubettatura nelle rotonde di via Lamarmora; oltre all’avvio del Distretto Urbano del Commercio. “Siamo anche in stretto contatto con i rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana con l’obiettivo di trovare soluzioni per i collegamenti veloci con le città di Milano e Torino e siamo particolarmente attenti al rapporto con i cittadini – conclude il sindaco -. Magari non tutti potranno essere contenti per il nostro operato, ma di certo a chiunque abbiamo fornito risposte e dato ascolto. Non solo, ma con malati e famiglie in difficoltà abbiamo fornito aiuti veri: l’organizzazione dei buoni spesa, i voucher centri estivi, il sostegno Tarip per le aziende. Lo abbiamo fatto in uno scenario difficile: con organici del comune bloccati, con uno smart working diffuso. E’ stato un periodo di luci ed ombre. Sicuramente per tutti noi sfiancante. Abbiamo perso amici e parenti cari. Ma abbiamo sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo, cercando di esserci, cercando di fornire delle risposte. Cercando di essere comunità. Chi dice il contrario, non ha fuoco il contesto in cui ci troviamo a operare. E dal quale si può uscire, non smetterò mai di dirlo, se cerchiamo di affrontare la quotidianità con un maggiore gioco di squadra e la voglia reciproca di aiutarsi mettendo da parte il personalismo e pensando al bene della collettività”.

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