BI24_2010/2020_DAL CAPOLUOGO/1. L’attività degli oratori è fondamentale per l’aggregazione: contributo di 30mila euro dedicato ai giovani

Gli oratori si configurano da sempre come luogo di socializzazione e di crescita educativa dei minori, che qui trovano accoglienza e confronto sia con i pari, sia con gli adulti. Per i bambini l’oratorio è una porta aperta che non tiene conto di ceto sociale, appartenenza religiosa o disponibilità economica. Per questo motivo il Comune di Biella ha deciso di sostenere con un contributo di 30 mila euro le azioni e i progetti realizzati dagli oratori a favore dei minori, degli adolescenti e dei giovani allo scopo di ampliare la rete dei servizi e le opportunità di contrasto del fenomeno del disagio giovanile.
Sulla questione si sofferma l’assessore all’Educazione e Istruzione Pubblica Gabriella Bessone: “Ci teniamo a sottolineare come questi contributi non siano elargiti alla chiesa, ma sono a favore di quei progetti ed attività sociali, formative, culturali e ricreative rivolte ai giovani degli oratori del territorio comunale. I responsabili degli oratori che operano nel nostro comune hanno inviato un dettagliato resoconto delle loro attività dai quali emerge con chiarezza la loro vocazione di luoghi di aggregazione e di ritrovo per ragazzi. Gli operatori del Servizio Sociale collaborano da sempre con i volontari e i parroci degli oratori della città perchè sono una risorsa e offrono una risposta in termini di accoglienza a molti bambini, che altrimenti non potrebbero beneficiare di contesti aggregativi adeguati e stimolanti”.
_Questi gli oratori che operano nel Comune di Biella
ORATORIO VANDORNO-BARAZZETTO. L’oratorio del Vandorno e Barazzetto è unito in un’unica realtà: l’area verde intorno al Circolo W. Frignani. “Il nostro Oratorio organizza attività per lo svago e il tempo libero dei ragazzi da molti anni – spiegano i responsabili dell’oratorio -. Fare oratorio per la nostra comunità è sentirsi vivi, presenti per non trasformare i nostri quartieri in dormitori, anche se la manutenzione di tutte le aree esterne ed interne sono pesanti da affrontare”.
ORATORIO DELLA VALLE OROPA. L’Oratorio della Valle Oropa coinvolge i giovani delle parrocchie di Cossila San Grato, San Giovanni e di San Giuseppe al Favaro, nell’ambito di un più generale progetto di unificazione delle tre parrocchie avviato qualche anno fa. I giovani coinvolti nelle varie iniziative sono circa un centinaio. Ogni giorno l’Oratorio è disponibile per il gioco di cortile. Inoltre vengono svolti incontri periodici settimanali su argomenti scelti dai ragazzi.
ORATORIO di CHIAVAZZA. Negli ultimi due anni le attività di oratorio sono state pesantemente limitate dalla presenza della pandemia. Da ottobre 2021 abbiamo riaperto le porte nel pieno rispetto delle norme anti Covid, proponendo un pomeriggio di gioco, con merenda inclusa, la domenica e un sabato al mese, con un incontro dedicato ai due gruppi che seguiamo durante l’anno.
ORATORIO SAN CASSIANO. Durante l’anno 2020-21 l’oratorio di San Cassiano ha operato come servizio alle famiglie di prescuola, dopo scuola e vacanze per un totale che sfiora le 1.200 ore. I minori vengono seguiti da educatori, animatori maggiorenni e aiuto animatori nei compiti, giochi e attività varie; viene insegnato loro a socializzare, condividere, prendersi cura del compagno e a rispettare gli altri, anche se hanno idee diverse dalle loro.
ORATORIO SANTO STEFANO. L’Oratorio di Santo Stefano non si è fermato, anzi ha cercato di andare avanti con creatività e responsabilità, riprendendo, appena se n’è avuta la possibilità, i vari incontri settimanali con i gruppi di bambini e ragazzi nel rispetto dei distanziamenti e riducendo al massimo le attività all’interno. Il numero dei bambini coinvolti durante l’anno nei vari momenti di attività e animazione è di circa 130.
ORATORIO SAN BIAGIO. La Parrocchia di san Biagio ha notevoli strutture e tra tutte spiccano il salone sotto la chiesa e il campo da calcio. Strutture che sono a disposizione della popolazione (per feste, incontri, assemblee, sport ecc.), ma che come tutti sanno richiedono notevoli costi di manutenzione. Tra gli utilizzatori annoveriamo l’associazione ‘Sportivamente’, il Comune e ogni domenica un gruppo di giovani di varie nazionalità (a maggioranza marocchina) che giocano a calcio. Quest’ultimo è un servizio per i giovani che han voglia di stare insieme, imparando a rispettarsi.
ORATORIO VILLAGGIO LAMARMORA. Le attività svolte sono formative (il catechismo coinvolge circa 90 bambini delle elementari e 50 ragazzi delle medie); ludico/sociali (vengono proposte attività da svolgere dai gruppi giovani come ad esempio essere volontari nella giornata del banco alimentare, organizzare una settimana comunitaria e vivere in parrocchia, ripulendo e restaurando l’oratorio) e oratoriali, con ritrovi proposti in presenza o tramite piattaforma Zoom. Durante il periodo estivo si svolgono i campeggi, che si dividono in tre turni di durata differente. La parrocchia cerca di offrire questo servizio gratuitamente o semi gratuitamente alle famiglie che non possono permettersi di pagare l’intera quota di iscrizione. Ogni anno un terzo (se non la metà) di chi partecipa viene aiutato in questa maniera.
ORATORIO SAN PAOLO. L’oratorio è diventato un luogo dove si lavora per l’integrazione e per la pace creando relazioni di accoglienza, amicizia, aiuto e generosità. I finanziamenti ricevuti dal comune di Biella, che vogliamo ringraziare, non vengono utilizzati per gli operatori perché tutto si basa sulla gratuità. Servono per pagare bollette della luce, del riscaldamento, le merende distribuite il venerdì, il materiale (palloni, giochi, cartelloni pennarelli, etc.) e infine per aiutare le famiglie ad abbassare le quote a tutti i partecipanti dei campeggi, far pagare metà quota a chi ha più figli che partecipano e in alcuni casi dare la possibilità di partecipare gratuitamente. L’oratorio per la città è una grande possibilità perché educa senza tante parole o ideologie. I ragazzi quando arrivano sentono l’accoglienza e un amore discreto che li lascia liberi e li rende sereni perché c’è consapevolezza di essere guardati.

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