BI24_2010/2020_DALLA PROVINCIA/2. Dentro al “Tavolo del Carcere di Biella”: ecco tutte le iniziative organizzate e come funziona

Il tavolo carcere di Biella si è costituito il 4 dicembre 2018, su iniziativa di un gruppo di associazioni riunite nella realizzazione del progetto Muraless, con la collaborazione del Centro Territoriale di Volontariato di Biella e Vercelli, e con la guida e la collaborazione della Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà, dottoressa Sonia Caronni. È costituito da associazioni di volontariato, associazioni informali, cooperative ed enti ecclesiali, e opera senza scopo di lucro perseguendo l’obiettivo di “migliorare le condizioni di vita delle persone ristrette nel carcere di Biella e promuovere sul territorio istanze che possano accompagnare verso la costituzione di una comunità riparativa ed accogliente”. La partecipazione della Garante al tavolo carcere funge da guida e stimolo per le attività del tavolo stesso, consente il collegamento costante con la realtà carceraria e, grazie alla sua partecipazione alla rete nazionale dei garanti, consente di avere un punto di vista esterno alla realtà biellese.
_COME OPERA
Il tavolo carcere si riunisce mensilmente presso il Centro Territoriale per il Volontariato, un appuntamento che diventa occasione di coprogettazione delle iniziative comuni, scambio di esperienze e confronto. A quanto affermato si aggiungono strumenti di comunicazione formali e informali, quali gruppo WhatsApp e mailing list dedicata.

Internamente al carcere le associazioni del tavolo portano avanti azioni volte a rispondere ai bisogni più urgenti, come la necessità di vestiario e cibo, e organizzano e gestiscono attività culturali, formative e ricreative nel campo musicale, teatrale, sportivo, artigianale. Esternamente sono stati organizzati eventi culturali e formativi, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità biellese nelle tematiche della realtà carceraria, e contribuire a creare un clima di sensibilità e accoglienza.
_LE PRINCIPALI INIZIATIVE
Mura-less”.
Il progetto, ideato e realizzato grazie al bando di idee del centro territoriale per il Volontariato, ha previsto la realizzazione di alcuni murales all’interno della casa circondariale e un evento conclusivo con la realizzazione di una installazione, che si è svolto nel centro della città di Biella. Si è portato avanti in questo modo l’obiettivo di creare un collegamento tra il carcere e la città, per creare consapevolezza e sensibilizzare la cittadinanza sulla realtà carceraria.
Galeotto fu il concerto 12 e 13 dicembre 2018. Iniziativa realizzata all’interno della Casa Circondariale e presso il teatro Sociale Villani quale evento conclusivo del laboratorio musicale sviluppato dall’ass. Better Places. Il concerto ha visto la partecipazione di musicisti interni e della comunità biellese con l’obiettivo di realizzare un’opera musicale di carattere sociale che potesse creare vicinanza tra la comunità.
Caravanserraglio 14 dicembre 2019. L’evento ha costituito la conclusione di un percorso artistico e creativo che si è sviluppato all’interno del carcere. Alla mattina si è svolto un concerto presso il carcere, ha proseguito alla sera presso Cittadellarte.

I due eventi sono stati occasione di restituzione delle azioni progettuali messe in campo negli ultimi anni all’interno dell’istituto di pena, con grande impegno dei partecipanti. Protagonisti delle due giornate sono stati artisti e creativi ospiti del carcere e artisti e creativi del territorio biellese.

Per questo evento è stato realizzato un video che documenta il lavoro interno e il lavoro sul territorio, l’importanza del legame tra il carcere e il suo territorio di riferimento, dove il tavolo carcere svolge la funzione fondamentale di mediatore, ma anche di corpo intermedio che facilita la ricostruzione della frattura creata a seguito della commissione del reato.
“Il Perdono responsabile – Gherardo Colombo incontra i giovani di Biella” 20 febbraio 2020. Il tavolo carcere ha organizzato un incontro con Gherardo Colombo, intervistato dal Giornalista Luca Rondi, nell’ambito del percorso sulla giustizia riparativa e sulla sensibilizzazione della cittadinanza alle tematiche carcerarie. Il magistrato Gherardo Colombo, figura di spicco dei più importanti processi italiani di fine ed inizio secolo, tra cui il delitto Ambrosoli, la loggia P2, Mani pulite e lodo Mondadori ha incontrato i giovani e la comunità biellese per riflettere sul senso del significato della parola ‘perdono’, sull’utilità ed efficienza del sistema carcerario e sulle possibili vie alternative per ricomporre la frattura che il reato provoca nel tessuto sociale.
Percorso di formazione sul diritto dell’immigrazione maggio – giugno 2021. In collaborazione con Tavolo migranti è stato realizzato un percorso formativo della durata di 9 ore sul diritto dell’immigrazione, che ha visto la partecipazione di una trentina di volontari e operatori in ambito di immigrazione. Il corso è stato tenuto da professionisti e avvocati dell’Asgi – Associazione studi giuridici immigrazione.
Riflessi oltre il muro. Il progetto, finanziato con un bando della Regione Piemonte, è stato articolato in tre percorsi laboratoriali: musicale, fotografico, teatrale, Si è posto in continuità col percorso che il tavolo sta portando avanti da anni, perseguendo l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza alla realtà del carcere e sensibilizzarla per sviluppare nella comunità biellese caratteristiche di inclusività e accoglienza. I laboratori si sono svolti sul territorio del Villaggio Lamarmora, che vive situazioni di grande conflittualità e disagio. Le attività musicali e ancora maggiormente il laboratorio teatrale, rivolto esclusivamente alle donne, ha coinvolto quasi una trentina di persone di tutte le età creando e ha centrato pienamente l’obiettivo di creare un clima e una rete di rapporti di vicinanza e inclusione. A fine ottobre, nell’ambito del mercatino del Villaggio Lamarmora si è svolto Incontriamoci, l’evento conclusivo del progetto, con la partecipazione delle persone coinvolte nel percorso, un mercatino, la mostra fotografica frutto del laboratorio fotografico svoltosi presso il Drop in, interventi di animazione e di danza e una riflessione sulla giustizia riparativa.

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