BI24_2010/2020_IN FORMA CON DAVIDE. Quando il functional è “dysfunctional”…

_Davide Moioli (Personal trainer)
Il “functional training” (d’obbligo il virgolettato) va molto di moda da ormai più di un decennio, nonostante i numerosissimi infortuni che così tanto “lavoro extra” hanno procurato a Fisiatri, Fisioterapisti ed Osteopati. Ogni volta che un esercizio o un allenamento vi vengono spacciati per “functional”, prima di eseguirlo, dovreste farvi due domande: 1. questo movimento rispetta veramente la funzione (biomeccanica, muscolare, articolare)? 2. questo movimento è davvero utile per me e per le mie esigenze?”
E’ funzionale e sano per la colonna vertebrale eseguire un hip thrust a terra facendo perno sull’occipite?
E’ funzionale per una segretaria “uccidersi” di kettlebell swing? E’ funzionale per un maratoneta “ammazzarsi” di battle rope? Fare un side gamma cast con una clubbell migliorerà il jab di un pugile? Che ricorrere a questi o ad altri esercizi “fantasiosi” sia più utile o migliori una data performance sportiva più che fare panca, squat, lat machine e curl per i bicipiti è tutto da dimostrare. Le qualità atletiche sono specifiche, la coordinazione (neuromuscolare, inter ed intramuscolare) è specifica, la forza è specifica: per migliorare nelle trazioni alla sbarra, devo fare le trazioni alla sbarra; per migliorare nel tennis, devo giocare a tennis. In verità, “functional training” non dovrebbe affatto significare “farsi uscire due ernie e venire un infarto”. Dovrebbe invece…

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