BI24_2010/2020_IN FORMA CON DAVIDE. Gli alimenti “light”… Sono “light”?

_Davide Moioli (Personal Trainer)
In qualsiasi supermercato possiamo trovare molti alimenti cosiddetti “light”, spesso con immagini di silhouette e vacue promesse di “forma” o di “salute” sulla confezione. Ma questi prodotti sono davvero in grado di fare la differenza in un’ottica di benessere e di dimagrimento? In etichetta leggiamo diciture come “solo il 2% di grassi” ed effettivamente, se poi controlliamo la tabella dei valori nutrizionali, ci sono effettivamente 2 g di grassi ogni 100 g di prodotto. Ma le cose stanno proprio così? In realtà, quando si parla di percentuali, ci si dovrebbe riferire alle calorie.
Le percentuali che avete appena letto si riferiscono invece ai grammi. E’ molto diverso. L’energia fornita da un grammo di carboidrati o di proteine, infatti, equivale a circa 4 kcal, mentre un grammo di lipidi fornisce ben 9 kcal. Cominciate quindi a capire quanto le percentuali reali cambino, adesso. Ma facciamo un esempio. Prendiamo in esame la tabella nutrizionale di un noto formaggio “light”…

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Bisogna poi considerare l’apporto di zuccheri di un dato alimento, in quanto eventuali glucidi in eccesso tendono ad essere convertiti in grasso dall’insulina, soprattutto se abbiamo poche cellule muscolari all’interno delle quali stipare il glicogeno. I produttori hanno elaborato decine di nomi diversi per nascondere gli zuccheri nei prodotti “light”: sciroppo di zucchero bruno invertito, sciroppo di glucosio#fruttosio, sciroppo di mais, sciroppo di malto, maltosio, destrine, galattosio.
A ben vedere, non è corretta neppure la dicitura “carboidrati, di cui zuccheri” che siamo abituati a leggere nelle tabelle dei valori nutrizionali sulle etichette, dato che tutti i carboidrati sono zuccheri e viceversa. Sarebbe più giusto scrivere “carboidrati, di cui ad alto indice glicemico”, oppure “carboidrati, di cui semplici”. Vi sono poi tutti quei prodotti percepiti come “light”, perché al posto degli zuccheri contengono dolcificanti artificiali come aspartame, acesulfame-k, sucralosio, saccarina e ciclammati. Questi dolcificanti non placano il desiderio di “dolce” e né tantomeno…
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