BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Meeting dell’Oic ad Islamabad: una speranza per l’Afghanistan”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Il 19 dicembre, l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (Oic) ha tenuto una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri degli Stati membri sulla crisi umanitaria in Afghanistan. Il segretario generale dell’OIC, Hissein Brahim Taha, ha annunciato la creazione di un meccanismo speciale per le forniture di cibo, medicinali ed altri aiuti alla popolazione afghana e ha chiesto più “risorse finanziarie, umane e logistiche” per la missione dell’Organizzazione a Kabul, allo scopo di coordinare le “operazioni umanitarie e di sostegno allo sviluppo”.
Il Fondo fiduciario umanitario dovrà essere operativo entro il primo trimestre del 2022. Gli organizzatori dell’incontro, il primo ministro pakistano Imran Khan e il ministro degli Esteri Shah Mahmoud Qureshi, hanno lanciato un appello urgente agli Stati Uniti e alle altre potenze occidentali affinché sblocchino i 9,5 miliardi di dollari di fondi appartenenti allo Stato afghano ora bloccati nelle banche americane ed europee. L’intero sistema bancario afghano è sottoposto a sanzioni e la capacità della nazione di acquistare ciò di cui ha bisogno dal mondo esterno è stata totalmente paralizzata, a causa di queste azioni punitive.
Un piccolo passo fatto dall’Oic, oltre all’assistenza umanitaria, riguarda la creazione delle condizioni bancarie, di credito e affini per tornare ad un’economia funzionante e per la ricostruzione. Il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione ha deciso di avviare colloqui esplorativi “per sbloccare i canali finanziari e bancari al fine di ripristinare la liquidità e il flusso di assistenza finanziaria ed umanitaria”. I partecipanti hanno anche discusso di come “esplorare percorsi realistici per sbloccare le attività finanziarie dell’Afghanistan”, secondo l’AP Pakistan. Quale forma ciò assumerà non è chiaro. L’OIC, con i suoi 57 stati membri, è stata finora inefficace nel salvaguardare i diritti delle nazioni musulmane di fronte alle sfide politiche, economiche e militari, in gran parte a causa del fatto che molti membri sono “Stati-clienti” delle grandi potenze che hanno messo molte di queste nazioni una contro l’altra in conflitti geopolitici senza fine.
Tuttavia, l’attuale situazione in Afghanistan, che segna la fine di un’epoca terribile segnata dalla geopolitica, richiede una nuova visione del mondo e del futuro. Il nuovo paradigma nei rapporti internazionali, esemplificato dall’Iniziativa Belt and Road, e l’emergere dell’Asia – e della Cina in particolare – come principale attore economico nel mondo, sono la chiave della situazione. Secondo AP Pakistan, è stato lanciato un appello urgente per progetti su larga scala nella regione.
In generale, questo dovrebbe includere progetti di energia, trasporto e comunicazione, che integreranno l’Afghanistan nella Nuova Via della Seta attraverso il Corridoio economico Cina-Pakistan e il Corridoio Cina-Asia centrale-Asia occidentale. I leader talebani hanno anche espresso la volontà di aderire alla Nuova Via della Seta e lavorare con la Cina ed altre nazioni per ricostruire le infrastrutture del Paese. È importante notare che il ministro degli Esteri talebano Amir Khan Muttaqi è stato invitato a partecipare e a parlare alla riunione dell’Oic. Egli ha chiesto alle potenze mondiali di “sostenere la stabilità e di appoggiarla sia politicamente che economicamente” e agli investitori internazionali, “in particolare quelli dei Paesi islamici”, di tornare in Afghanistan. Ha anche sottolineato come il proprio governo consideri “un proprio dovere i diritti umani, i diritti delle donne e la partecipazione di tutti gli afghani capaci delle varie regioni. Abbiamo fatto molto in questo senso e continueremo ad intraprendere ulteriori passi”.

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